Brolo, primo consiglio tra emozioni e polemiche

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L’emozione per la prima riunione del nuovo consiglio comunale di Brolo è durata poco. Giusto il tempo dei giuramenti di rito, delle surroghe e della votazione per il presidente e per il vicepresidente del Consiglio(eletti rispettivamente Giuseppe Miraglia e Anna Ricciardi). Poi l’emozione ha ceduto il passo alle dure critiche riservate al commissario straordinario Carmelo Musolino che da gennaio ha retto le sorti del comune. “Ma in sei mesi non ha fatto nulla”, hanno dichiarato in aula il Sindaco Irene Ricciardello e il vicesindaco Scaffidi Lallaro. L’emozione è durata poco, come il clima disteso che di solito si respira nella prima seduta di consiglio. Si è registrato infatti un polemico botta e risposta tra il neo presidente Miraglia e il consigliere di minoranza Ada Agnello sull’appalto per la gestione dei rifiuti e sulla possibilità di recedere dal contratto con la ditta aggiudicataria. Prima seduta caratterizzata anche dalla presentazione delle dimissioni per motivi di lavoro di Tina Fioravanti, prima eletta con la lista di minoranza. Al suo posto si è insediato Pippo Ricciardo. Quindi il Vicesindaco Scaffidi Lallaro ha parlato della situazione debitoria, delineando un quadro a tinte fosche, fatto di ingiunzioni di pagamento e decreti ingiuntivi: “Abbiamo ricevuto un ingiunzione per quasi un milione e 200mila euro dall’Enele per bollette non pagate e poi al Comune arriva decreti ingiuntivi tutti i giorni”. Ma la prima seduta è stata anche caratterizzata dalle polemiche tra minoranza e amministrazione sulla mancata richiesta di anticipazione fondi ai sensi del decreto 35 per il pagamento dei debiti ai fornitori del Comune. L’amministrazione ha scelto di non accendere un mutuo da quasi due milioni e mezzo di euro “per senso di responsabilità – ha detto il sindaco Ricciardello – non potevamo firmare per un altro mutuo dopo tutto quello che è successo e dopo che qualcuno ha scelto di restituire un milione e 600mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti che erano destinati proprio alle imprese. Mercoledì sarò a Roma per cercare di sbloccare questa situazione”. Ma per l’opposizione la scelta dell’amministrazione “è stata un grave errore – ha affermato Cono Condipodero – quei soldi dovevano servire a pagare imprese e artigiani”.