A/20, l’inerzia che semina la morte – (Video 1 e 2)

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Marco Salmeri

Si chiamava Marco Salmeri, aveva 23 anni ed una vita davanti a sé. Marco, giovane giocatore di calcio dilettantistico (militava nel Due Torri di Gliaca di Piraino) è l’ennesima vittima di un’autostrada insicura e pericolosa. La tragedia, che ha tinto di sangue il pomeriggio di ieri, è avvenuta sull’autostrada Palermo Messina, a circa un chilometro dallo svincolo di Patti, all’altezza dell’ormai famigerato viadotto Montagnareale. Salmeri stava  rientrando a Milazzo dopo aver disputato la penultima partita del campionato di serie D contro il Savoia capolista. Il ragazzo si trovava a bordo di un’Alfa Gtv insieme ad altri due calciatori compagni di squadra: Giuseppe Guido, anche lui milazzese e Michele Alizzi di Barcellona. All’altezza del viadotto e mentre sulla zona imperversava un temporale, l’auto è sbandata forse a causa dell’asfalto bagnato finendo contro il guard rail. L’impatto è stato devastante. Marco è stato letteralmente sbalzato via dall’abitacolo ed precipitato giù dal viadotto in un terrapieno. E’ morto sul colpo. Sono stati proprio i giocatori del Savoia i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente e a prestare i primi soccorsi. La squadra napoletana, infatti, era sull’autobus poco distante dall’Alfa sui cui viaggiavano i tre del Due Torri. Poi, sono arrivati gli altri compagni di squadra che hanno immediatamente saputo della tragedia. Sino a tarda sera, al momento del recupero della salma del 23enne, la zona è stato un via vai di amici e tifosi distrutti dal dolore.
Meno gravi le condizioni degli altri due passeggeri dell’auto coinvolta. Guido ha riportato un trauma cranico e diverse fratture. Le condizioni, all’ospedale, sono state considerati gravi ma non tali da metterlo a rischio della vita. Alizzi, invece ha riportato la frattura di una spalla.
La Polizia Stradale di Sant’Agata Militello ha chiuso il transito nel tratto di A20 compreso tra gli svincoli di Brolo e Patti in direzione Messina per molte ore ma adesso monta soprattutto la rabbia per l’ennesima tragedia su un’autostrada indegna di portare questo nome.
Un tratto già al centro di inchieste e che ormai con cadenza drammatica provoca vittime. Impossibile continuare a parlare di casualità. Serve finalmente, invece, una individuazione di sperperi e responsabilità.