Aro Piraino-Sant’Angelo: volano stracci

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Non nasce sotto il segno della concordia l’Aro della Costa e dei Monti saraceni, costituita tra i Comuni di Piraino e Sant’Angelo di Brolo. Ieri la nota del sindaco di Sant’Angelo Basilio Caruso che aveva “accusato” la collega di Piraino Gina Maniaci di essesi autoeletta presidente: “Il mio mandato di amministratore dura meno di due anni e mezzo – aveva affermato Caruso – oltre ad essere stato animatore e promotore per la nascita dell’Aro con Piraino, che contemporaneamente trattava con altri comuni, ho preparato le bozze degli atti (schema di convenzione e delibera)”. Oggi la dura replica del sindaco di Piraino che accusa senza mezze misure Basilio Caruso: “Chi mistifica la realtà è definito bugiardo!” scrive il sindaco di Piraino. “Solo ora si comprende – prosegue il sindaco di Piarino – che tutte le manovre che hanno preceduto  l’Assemblea dell’Aro della Costa e dei Monti saraceni, costituita tra i Comuni di Piraino e Sant’Angelo, erano finalizzate ad ottenere la presidenza dell’ARO da parte del Sindaco di S.Angelo di Brolo”. “La cosa che è risultata indigesta è stata la sfrontatezza di questo Sindaco di Piraino nel proporsi a presidente dell’Aro della Costa e dei Monti Saraceni e d’altro canto la medesima sfrontatezza ha avuto il Sindaco di S.Angelo di Brolo! Alla luce dell’astiosa reazione ben si comprende che il disegno di mettere all’angolo, ancora una volta il Sindaco Maniaci era stata orchestrata sin dall’inizio di questo sodalizio e per tale finalità gli attori hanno tutti agito, prima non accettando un ambito che raggruppasse pure il Comune di Montagnareale e secondo modificando ad arte le linee guida dettate dall’Assessorato regionale per l’Energia, le quali prevedevano che la presidenza degli ambiti fosse attribuibile al sindaco il cui comune avesse il maggior numero di residenti”.  “E’ vero – scrive la Maniaci – che il comune di Piraino aveva tentato di creare l’ambito di raccolta ottimale col Comune di Montagnareale ma ciò si era reso necessario poiché in un primo tempo  il Comune di Sant’Angelo di Brolo intendeva costituire l’ambito col Comune di  Raccuja, poi confluito nell’ARO Nebrodi Centro; successivamente tentato la strada di costituirsi singolarmente in ARO in quanto comunità montana. Falliti entrambi i tentativi, in effetti per qualche mese, si è dovuta interessare quasi la totalità della deputazione consiliare attraverso “nuove maggioranze costituite” di entrambi i comuni,  per imporre a questo Sindaco un ambito a due  denominato “ARO della Costa e dei Monti Saraceni”.  Il Sindaco che rappresenta la Comunità di Piraino sarebbe dovuto stare alla finestra non si comprende bene in virtù di quale obbligo alla sudditanza. La cosa vera è che la convenzione attualmente sottoscritta è stata redatta dal sindaco Caruso, e quella predisposta dal Comune di  Piraino è stata cestinata senza neanche essere trattata nel merito. Alla luce di quanto accaduto il Sindaco Caruso doveva certamente ritenere di avere titolo per avvalersi del diritto di “quota azzurra”,  in controtendenza alle pari opportunità. Verosimilmente – scrive ancora la Maniaci – la delusione del Sindaco Caruso è da ascrivere alla supposta “narcosi del Comune di Piraino” riscontrabile fra gli apprezzamenti fatti in taluno degli interventi dei partecipanti al consiglio comunale di S.Angelo di Brolo nel quale si trattò l’argomento “de quo”. “Da notare, infine, la tempestività del Sindaco Caruso, il quale nello stesso pomeriggio del 14 aprile 2014 – conclude il sindaco di Piraino – ha revocato l’incarico di direttore del Consorzio per la Depurazione Eco 3 al geom. Scaffidi, dipendente comunale del Comune di S.Angelo di Brolo.

Anche quest’ultima azione ha uno strano sapore.