Lottizzazione abusiva a Gioiosa Marea, nuovi sviluppi?

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Potrebbe avere ulteriori sviluppi l’inchiesta che vede indagate, al momento 32 persone tra progettisti, direttori dei lavori, proprietari degli immobili, rappresentanti delle istituzioni amministrative e funzionari comunali a Gioiosa Marea. Nel mirino della Procura della Repubblica di Patti sono finiti i piani di lottizzazione di alcune aree racchiuse tra il torrente Schino ed il torrente Santo Stefano sulle quali sono stati realizzati diversi corpi di fabbrica a scopo residenziale. Il Gip del tribunale di Patti, che ha disposto ieri il sequestro preventivo dei fabbricati, ha notificato contestualmente gli avvisi di garanzia nei confronti dei trentadue indagati, tra cui spiccano parecchi ex amministratori del comune gioiosano, cui viene contestato a vario titolo ed in concorso il reato di lottizzazione abusiva. Tre gli ex sindaci indagati, Diego Scaffidi Domianello che autorizzò la redazione del piano di lottizzazione, alla fine degli anni 90, per la parte alta, Roberto Magistro Contenta ed Ignazio Spano nella qualità di consiglieri comunali per quanto riguarda la lottizzazione della parte bassa, approvata nel 1989. Nel fascicolo, figurano quindi  i nomi di Salvatore Rocca, commissario straordinario regionale, che nel 2000 approvò il piano di lottizzazione per la parte alta, Francesco Spanò Greco e Francesco Ballato, funzionari dell’ufficio tecnico comunale, Giulio Russo ed Ignazio Granata, che hanno ricoperto l’incarico di progettisti e direttori dei lavori. Insieme a loro, risultano indagati anche19 ex consiglieri comunali che hanno approvato le delibere di approvazione dei piani di lottizzazione contestati. Nel dettaglio, per il lotto più in alto, viene contestato dagli inquirenti il piano di lottizzazione, approvato nel 2000, col quale si determinava la trasformazione urbanistica dell’area, inizialmente destinata ad insediamenti turistici, a destinazione residenziale, con la realizzazione di muri di contenimento e due corpi di fabbrica a due elevazioni.  Nella stessa area, negli anni successivi veniva realizzata quella che gli inquirenti individuano come lottizzazione centrale, approvata dal consiglio comunale nel 2007, per la quale fu modificata la destinazione urbanistica, da agricola a residenziale, con la costruzione di tre corpi di fabbrica a due elevazioni. La terza lottizzazione, quella bassa, risalente al 1989, nella quale sono stati realizzati diversi manufatti di differente tipologia per 27 unità abitative ed un locale di ristorazione, violerebbe i limiti di edificabilità in quanto ricadente nell’area compresa tra 1 150 metri dalla battigia e nel raggio di 150 metri tra i torrenti Schino e Santo Stefano. In questo caso il volume edificato supererebbe del 40% il limite consentito.