Piano ospedali, sindaci contro

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Ha lasciato tutti fortemente insoddisfatti la nuova bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana. I sindaci dei Nebrodi, riuniti nella conferenza del distretto sanitario 31, hanno sottolineato ciò che era noto ed evidente, l’ennesimo tentativo di depotenziare l’offerta sanitaria su un territorio che abbraccia 80 mila abitanti, attraverso la continua spoliazione di reparti e strutture all’ospedale di Sant’Agata Militello. Toni forti sono emersi nel corso della riunione, con diversi rappresentanti delle amministrazioni locali che hanno parlato di un vero e proprio boicottaggio dell’ospedale e di preludio alla chiusura del presidio santagatese.  Esprimendo il loro dissenso, i sindaci hanno quindi proposto di impugnare al Tar il disegno di piano di rimodulazione ospedaliera presentato dall’assessore regionale Lucia Borsellino, in quanto palesemente in contrasto con le esigenze territoriali ed i dati epidemiologici accertati nell’area nebroidea. La quarta bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana, per il territorio provinciale dell’Asp5 di Messina, lo ricordiamo, prevede l’istituzione degli ospedali riuniti Sant’Agata-Mistretta, così come Barcellona-Milazzo-Lipari, con Patti e Taormina strutture a se stanti. A Sant’Agata, la previsione strutturale prevede 5 unità operative complesse e 2 semplici con 58 posti letto per acuti, 12 di day hospital ed 8 di lungodegenza. L’ospedale santagatese viene però privato di importanti strutture, quali la talassemia, la neurologia e la stroke unite per i pazienti colpiti da ictus. Il reparto di cardiologia, inoltre, col nuovo piano, vedrebbe definitivamente cancellata la previsione, divenuta nell’ultimo decennio una vera e propria leggenda, dell’Utic, unità di terapia intensiva coronarica.  Anche i  rappresentanti dei sindacati di settore, presenti all’incontro, hanno ribadito l’allarme per il presidio ospedaliero di Sant’Agata Militello ma anche per quello di Mistretta. Al Santissimo Salvatore, ad esempio, pur garantendo  il mantenimento del punto nascite, non è stata prevista la dotazione di personale medico ginecologico ed ostetrico di ruolo. Mistretta, nell’ultima bozza di riorganizzazione, avrà 18 posti letto suddivisi tra area medica e chirurgica indistinte e 60 posti tra riabilitazione e lungodegenza.