Legambiente – Parco dei Nebrodi, scontro su tagli e stipendi

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“I parchi siciliani sono oggi ridotti a stipendifici, con piante organiche drogate da stabilizzazioni e dalla presenza di figure non specializzate, di  3- 4 volte superiori a quelle di ben più efficienti parchi nazionali”. E’ durissimo l’attacco sferrato da Legambiente Sicilia nei confronti delle gestioni dei parchi siciliani definite “scandalose e fallimentari”. Legambiente cita come esempio la retribuzione del Direttore del Parco dei Nebrodi “di cui si dovrebbe occupare urgentemente la Corte dei Conti”. Ma tutto ciò – prosegue l’associazione – è la conseguenza delle logiche clientelari che hanno contraddistinto le scelte dei governi che si sono succeduti, con l’acquiescenza degli Assessori regionali al territorio, che secondo la legge avrebbero dovuto vigilare sulla buona gestione. I parchi siciliani sono ormai un ibrido tra comunità montana e pro loco, invasi da bracconieri e fuoristradisti. Se il governo Crocetta volesse davvero riformare il sistema dei parchi dovrebbe coerentemente garantire un totale ribaltamento di queste logiche – prosegue Legambiente – e per lanciare un forte segnale di discontinuità con il passato dovrebbe avere il coraggio di partire da un azzeramento di tutte le cariche”.
La replica del Parco dei Nebrodi non si è fatta attendere: in un comunicato stampa il presidente Antoci ricorda che “i Parchi, nonostante il quasi azzeramento dei costi di gestione, rappresentato tutt’oggi una efficace e insostituibile struttura di gestione del territorio e snodo della rete ecologica Natura 2000 voluta dalla Comunità Europea”. “La normativa dei Parchi, risalente al 1998, certamente deve essere aggiornata in funzione dell’attuale assetto socio economico della Regione in generale e dei territori interessati, in particolare, abbandonando antiche logiche corporative che hanno portato i frutti che oggi vediamo. Al mondo delle aree protette, in questo momento storico – prosegue Antoci – servono uomini e donne che per la propria storia personale e professionale sappiano realmente coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente facendo anche superare  le emergenze economiche ed occupazionali delle popolazioni interessate. Dalla legge istitutiva dei Parchi in Sicilia prestano oggi servizio, nei 4 parchi regionali, 270 unità. Allo stato attuale – si legge ancora nel comunicato – all’Ente Parco dei Nebrodi  ne lavorano 128 unità, le cui remunerazioni sono previste dal Contratto di lavoro vigente nella Regione Siciliana. All’atto del suo insediamento, in linea con le direttive volute dal Governo Regionale e di concerto con l’Assessore al Territorio ed Ambiente, Mariella Lo Bello, il Presidente del Parco, Giuseppe Antoci, ha ridotto del 20% la retribuzione di parte variabile di tutti i dirigenti che prestano servizio nel Parco, ivi compresa quella del direttore. Una vera spending review attuata, tra l’atro, in presenza di contratti in essere e con effetto retroattivo per tutto l’anno già trascorso, nonostante l’insediamento del presidente sia avvenuto il 17 ottobre 2013.  Il Parco dei Nebrodi dunque esempio di virtuosa gestione ed attenzione alla spesa”.