Due condanne e due assoluzioni per il disastro ferroviario

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Ci sono solo due responsabili per il disastro ferroviario di Rometta Marea, quello in cui il 20 Luglio 2002 , persero la vita otto persone mentre altre sessanta rimasero ferite. A decretarlo è stata la sentenza emessa dalla corte d’appello di Messina al termine del processo che ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado. I giudici hanno confermato le condanne a tre anni di reclusione, pena condonata, per Salvatore Scaffidi, capo tronco dei lavori sulla linea ferroviaria tra Venetico e Milazzo, e per Carmelo D’Arrigo, tecnico  operante sulla stessa tratta. Il reato ascritto a loro carico è quello di disastro colposo. Assolti invece in appello l’imprenditore Oscar Esposito, titolare dell’impresa di Caserta che effettuò i lavori in quel tratto di linea pochi mesi prima del disastro, e Roberto Giannetto, ispettore capo delle ferrovie dello Stato dell’ufficio di Catania. La sentenza d’appello ha dunque escluso le responsabilità dei due imputati, in quanto meri esecutori di lavori o addetti alla gestione indiretta della tratta ferroviaria teatro del drammatico incidente lasciando in capo a Scaffidi e D’Arrigo le responsabilità dirette per il ruolo ricoperto. Alla luce della sentenza d’appello, però, potrebbe essere rivista anche la posizione di una quinta persona, Francesco Piccolo, uno degli operai addetto alla tratta ferroviaria in questione. Precedentemente indagato, la posizione di Piccolo fu precedentemente archiviata ma ieri la corte d’appello ha disposto il rinvio degli atti a suo carico alla procura.  I giudici messinesi hanno infine escluso l’appello delle 37 parti civili per la liquidazione  dei danni delle lesioni provocate in seguito al disastro. L’accusa era rappresentata dal pubblico ministero Ada Vitanza che aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado. Il nuovo processo ha ripercorso quindi, 12 anni dopo, le drammatiche fasi di quel tremendo Sabato 20 Luglio 2002. L’incidente, lo ricordiamo, avvenne alle 18.56, e coinvolse il treno espresso “Freccia della Laguna”, partito alle 16 da Palermo con direzione Venezia. Poche centinaia di metri dalla stazione di Rometta, il treno fuoriuscì dai binari, spezzandosi in due parti. Il convoglio si sganciò dalla motrice schiantandosi contro il casello ferroviario, provocando 8 morti e 60 feriti. Scene drammatiche ed apocalittiche si presentarono ai primi soccorritori, soprattutto nelle carrozze di testa, letteralmente dilaniate nell’impatto