Brolo, ecco il quarto mutuo “fantasma”

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La vicenda dei mutui fantasma al Comune ha le sembianze di un pozzo di cui ancora non si riesce a scorgere il fondo. Dopo quelli per il palazzetto dello sport, per la scuola elementare del centro e per l’area artigianale (mutui che hanno portato ad una inchiesta giudiziaria ancora in corso ed alle dimissioni della giunta), spunta dalle carte delle indagini un quarto mutuo, contratto per la realizzazione di 8 alloggi di edilizia residenziale pubblica da costruire in contrada Piana, nei pressi della palestra. Alloggi che non sono mai stati realizzati. Il mutuo, secondo gli atti della cassa Depositi e Prestiti, è stato contratto nel 2009 per un importo di 633mila euro. Ma su tutta l’operazione finanziaria non esistono delibere ufficiali del Comune di Brolo. L’importo di 633mila euro è stato erogato per intero al Comune ed è già andato in ammortamento nel 2011 ma non ci sono né le delibere, né gli stati d’avanzamento lavori, né le fatture e neppure, tantomeno, gli alloggi.
Come per gli altri mutui, è come se esistessero dei veri e propri uffici paralleli, dentro o fuori il Comune di Brolo, che si occupavano di falsificare documenti tecnici e contabili, delibere e fatture. Per la realizzazione degli edifici, il Comune doveva inoltre ricevere un finanziamento dalla Regione di 659mila euro, finanziamento che però non è stato erogato.
Un aspetto singolare legato alla realizzazione degli alloggi di contrada Piana riguarda la gara d’appalto: la sezione messinese dell’associazione costruttori edili nel 2010 avanzò ricorso al Tar contro alcuni aspetti del bando di gara. Il comune di Brolo vinse la causa al Tribunale amministrativo ma non proseguì l’iter dell’appalto. Stranamente, pochi giorni fa, ben tre anni dopo l’indizione della gara, dal Comune sono partite le lettere indirizzate alle ditte partecipanti con cui si comunica l’annullamento della gara. Tre anni dopo. E’ solo l’ultimo mistero di una storia infinita che la Procura di Patti sta cercando di dipanare. Finora sono quasi quattro i milioni erogati dalla cassa depositi e prestiti e di cui non si conosce la destinazione.  Come funzionasse il sistema pare sia già chiaro agli inquirenti. Chi lo gestisse e dove siano finito i soldi, stanno provando a scoprirlo Polizia Giudiziaria e Guardia di Finanza.