Il distretto socio sanitario si fa in tre

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Il distretto socio sanitario 31, comune capofila Sant’Agata Militello, si scinde in tre sub ambiti più piccoli, così come previsto nel decreto regionale del 11 Novembre, allo scopo di razionalizzare la suddivisione territoriale in contesti più piccoli e migliorare la funzionalità dell’offerta dei servizi nei confronti, soprattutto, delle fasce sociali più deboli. Pur rimanendo sotto l’egida del distretto socio sanitario 31 nel suo complesso, i diciotto comuni hanno deciso di suddividersi in tre sub ambiti. Il primo metterà insieme i comuni di Sant’Agata, che rimarrà capofila, Acquedolci, San Fratello, Militello Rosmarino, Caronia e Frazzanò, racchiudendo una popolazione di 25.360 abitanti. Il secondo sub ambito sarà composto da Capo d’Orlando, centro leader, Capri Leone e Torrenova, per una popolazione complessiva di 22 mila residenti. Infine, il terzo sub ambito, quello più grosso, composto dai paesi della fascia collinare con Castell’Umberto capofila insieme ad Alcara Li Fusi, San Salvatore di Fitalia, Galati Mamertino, Longi, Mirto, Naso, San Marco d’Alunzio e Tortorici, per 25 mila 290 cittadini. A ciascuno dei sub ambiti spetterà il compito di redigere e gestire il proprio piano d’area omogenea, piani che comunque confluiranno nel complessivo piano di zona del distretto soci sanitario di appartenenza. La suddivisione in tre sub ambiti, come detto,  con territorio più circoscritti da gestire, dovrebbe consentire l’elargizione di un’offerta di servizi più vicina alle esigenze della popolazione di riferimento oltreché una gestione più agevole che possa permettere il rispetto di tempi e normative  per la spendibilità delle somme a disposizione per i relativi progetti. Per il distretto socio sanitario 31, ad esempio, la difficoltà di attuazione della progettualità comune era emersa gravemente con l’impossibilità di spendere oltre 1 milione 236 mila euro di fondi PAC assegnati per il Piano d’azione e coesione (Pac), promosso dal Ministero dell’Interno. Nel dettaglio, il distretto socio-sanitario n. 31 aveva avuto 471 mila euro di risorse per attività legate all’infanzia per utenti compresi da 0 a 3 anni e 764 mila euro per anziani ultra 65enni.