“Nessun illecito al centro per immigrati di Sant’Angelo”

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Nessun raggiro e nessun illecito nella gestione dei richiedenti asilo ospitati tra il 2009 ed il 2010. Il Giudice per le udienze preliminari di Patti ha chiuso in fase istruttoria l’inchiesta che aveva portato sotto la lente d’ingrandimento il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Sant’Angelo di Brolo e l’imprenditore orlandino Cono Galipò, legale rappresentante del consorzio Sisifo che si occupa di diverse strutture (tra cui del più famoso Cpa di Lampedusa).
La Procura di Patti, che aveva messo inchiesta il centro di Sant’Angelo contestava alla società cooperativa  di aver effettuato raggiri “non attivando immediatamente la procedura di dimissione dei rifugiati dopo il permesso di soggiorno, e dunque intascando un ingiusto profitto dal Ministero degli Interni”.
Cifre importanti, secondo gli inquirenti visto che al vagli delle forze dell’ordine erano finite le posizioni di 248 cittadini e soprattutto un periodo complessivo di 11.707 giorni superiori al necessario. Considerando che all’epoca il compenso riconosciuto alla Sisifo per ogni richiedente asilo era di 40 euro, la somma che la Procura riteneva incassata illecitamente dalla cooperativa era di 468.000 euro.
Accusa che però si è letteralmente sgretolata già al vaglio del Gup Ines Rigoli.
Dalle motivazioni emerge infatti che la convenzione stipulata con il Ministero non prevedeva che fosse l’imprenditore orlandino o la sua società a doversi occupare delle dimissioni dei rifugiati al momento dell’arrivo dei permessi di soggiorno.
Anzi, stando alle motivazioni dell’archiviazione del procedimento, furono proprio i soggetti attuatori dell’accoglienza, nell’ottobre del 2010 a sollecitare al presidenza del consiglio dei Ministri ad emanare la circolare con la quale si chiarivano le procedure per l’uscita degli immigrati.
Inoltre più volte viene rilevato il corretto comportamento di Cono Galipò rispetto alle direttive del ministero mentre il giudice afferma che “gran parte dei soggetti indicati nel capo di imputazione lasciò il centro per richiedenti asilo già nei primi mesi del 2009, dopo un intervallo esiguo del rilascio del permesso di soggiorno”.