Fake, ordinanze annullate dalla Cassazione

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Ordinanza di custodia cautelare annullata dalla corte di Cassazione nei confronti dell’ex vice sindaco di Patti Francesco Gullo e del consigliere comunale Filippo Tripoli, raggiunti da misure cautelari  lo scorso marzo nell’ambito dell’operazione Fake sul voto di scambio alle ultime amministrative. I difensori dei due, avvocati Giuseppe Serafino e Mariella Cicero, avevano presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza del tribunale del riesame di Messina che, lo scorso Marzo, aveva respinto la richiesta di annullamento della misura cautelare dei domiciliari per Gullo e dell’obbligo di dimora per Tripoli. I due, nel frattempo, erano stati comunque destinatari di provvedimenti di attenuazione delle misure  ottenendo il primo l’obbligo di dimora a Gioiosa, il secondo, Tripoli,  la cessazione dei vincoli, con reintegro al consiglio comunale pattese. L’accoglimento del ricorso da parte della Cassazione è stato comunque subordinato al rinvio della trattazione al Tribunale del Riesame stesso. L’operazione Fake, lo ricordiamo, scattò lo scorso 7 Marzo con l’emissione di 12 misure cautelari, di cui 7 arresti domiciliari e 5 obblighi e divieti di dimora, e la denuncia di 156 persone. I destinatari dei provvedimenti firmati dal gip di Patti, sono accusati, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione finalizzata alla commissione di falsi e reati elettorali, alla truffa in danno di Enti Pubblici. 101 furono quindi le informazioni di garanzia notificati su disposizione del procuratore della Repubblica di Patti Rosa Raffa, a conclusione delle indagini coordinate dal Pm Rosanna Casabona. Tra i destinatari degli avvisi di garanzia, oltre ai sette arrestati, anche la figlia di Gullo, Maria Tindara, deputata nazionale del Pd, accusata di falso ideologico per un presunto cambio di residenza fasullo.