Tettoia demolita, prescrizione e assoluzioni

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Due tecnici comunali assolti per non aver commesso il fatto, reato prescritto per il sindaco Enzo Sindoni. Si è chiuso così il processo scaturito dai lavori di demolizione della vecchia tettoia dello scalo ferroviario di Capo d’Orlando. Lo ha deciso il tribunale di Patti che ha in buona parte accolto le richieste del Pubblico Ministero, Calogero Ingrillì che aveva chiesto la prescrizione per tutti. I fatti risalgono al febbraio del 2007. All’epoca, l’amministrazione comunale dispose una ordinanza per l’eliminazione della struttura e la conseguente realizzazione di un parcheggio. Scelta, quella di eliminare la fatiscente tettoia, che aveva provocato un braccio di ferro con Verdi e Legambiente che chiedevano la conservazione del manufatto come opera di interesse storico. Per questo le associazioni ambientaliste si erano rivolte alla procura di Patti. Così i Carabinieri di Capo d’Orlando, su disposizione del sostituto procuratore, Onofrio Laudadio, misero sotto sequestro l’area sottoponendo ad indagine il sindaco Enzo Sindoni e due tecnici comunali, Alfredo Gugliotta e Michele Gatto per verificare eventuali infrazioni alle leggi sul patrimonio storico e culturale. Ruolo importante ebbe infatti anche la Sovrintendenza di Messina, che pur non avendo apposto i vicoli alla vecchia struttura risalente agli anni ’50, aveva chiesto il ripristino del manufatto all’amministrazione comunale. Dal canto suo il comune giudicava inutile e pericolosa una struttura arrugginita e contente eternit. Adesso, però la vicenda è giunta all’epilogo. E mentre l’area da diversi anni è diventata il principale parcheggio cittadino, il Tribunale ha giudicato del tutto estranei ad ogni profilo di reato i tecnici Gatto e Gugliotta (che avrebbero solo ottemperato all’ordinanza di demolizione) mentre non è entrata nel merito delle contestazioni nei confronti del sindaco Sindoni per intervenuta prescrizione.