Gioiosa Spa, tutti assolti e beni dissequestrati

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Nel maggio di tre anni e mezzo fa un’operazione della Guardia di Finanza che fece scalpore: il sequestro preventivo di due imbarcazioni da diporto di 12 e 15 metri e di conti correnti bancari per oltre 600mila euro complessivi. Nel mirino delle Fiamme Gialle la Gioiosa Spa e i suoi rappresentanti: Salvatore e Rosario Agnello di Gioiosa Marea, Antonino Sciammetta di Patti e Tindaro Natale Merlino di Saponara. Adesso, il giudice monocratico del tribunale di Patti, Maria Pina Lazzara, ha assolto i quattro perché il fatto non sussiste e ha inoltre disposto il dissequestro immediato dei beni. Il pm, Rosanna Casabona, aveva invece richiesto per tutti un anno e sei mesi di reclusione, la misura interdittiva per la società “Gioiosa spa” e la confisca delle barche e dei conti correnti. In pratica, secondo l’accusa, poi smontata dalla sentenza di primo grado, sarebbe stata posta in essere un’articolata serie di artifizi e raggiri ai fine di ottenere il finanziamento nell’ ambito di un progetto Por Sicilia 2000-2006. A chiedere e ottenere il contributo nel 2002 era stata la ditta individuale di Sciammetta (genero di Salvatore Agnello) che poi aveva formalmente acquistato i due natanti utilizzati durante la stagione estiva per l’attività di charter-nautico alle isole Eolie. La sentenza del giudice monocratico, con l’assoluzione Agnello, Sciammetta e Merlino ha invece sostanzialmente accolto la tesi difensiva sostenuta gli avvocati Giuseppe Lo Presti, Giosuè Giardina, Carmelo Occhiuto e Carlo Autru Riolo