Saponara, tra rabbia e ricordo

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E’ mesto il giorno del ricordo a Saponara, nel secondo anniversario della drammatica alluvione del 22 Novembre 2011. Solo una messa ed una fiaccolata alla presenza della gente del posto, niente presenze istituzionali niente celebrazioni solenni nel centro che ha pagato il tributo più alto a quel maledetto fiume di fango che dalla collina di Scarcelli scese a portare distruzione e morte. Saponara si stringe attorno a se stessa, oggi come due anni fa, ricordando e piangendo ancora i suoi tre morti, Luigi e Giuseppe Valla, padre e figlio, ed il piccolo Luca Vinci. Troppe le ferite ancora aperte per Saponara, troppi ingiustificabili ancora 220 sfollati, 60 famiglie che da due anni attendono interventi di messa in sicurezza mai attuati. La burocrazia ma soprattutto la macchina amministrativa italiana ha dimenticato troppo presto i morti di Saponara, tardive le ordinanze che hanno permesso solo il rimborso delle spese a chi ha lavorato per ripulire strade e case dal fango, e per chi ha affrontato le spese per alberghi ed autonome sistemazioni. Nessun piano concreto di interventi, nessuno strumento in grado di spingere ed agevolare la ricostruzione. La Regione Siciliana ha previsto dai fondi Par Fas 2007/2013 uno stanziamento di 5 milioni 570 mila euro, per nove interventi di messa in sicurezza, ma la lentezza burocratica continua a ritardare l’avvio dei cantieri, su tutti quelli più importanti per il rifacimento degli argini lungo i torrenti Scarcelli e Saponara e la ristrutturazione della scuola di via Firenze.  Intanto, nel corso di un incontro svoltosi a Roma  del  Comitato dei Garanti, istituito per assicurare il corretto utilizzo dei fondi raccolti attraverso sms e telefonate solidali, la regione ha  presentato alcune rimodulazioni al progetto di ricostruzione o ripristino degli immobili, costituenti prima casa, che hanno subito danni strutturali, non solo a Saponara ma anche nei comuni di Barcellona e Milazzo, per un contributo di circa 600 mila euro. Proposto anche un nuovo progetto per il ripristino strutturale della scuola, cui dovrebbero arrivare dalle donazioni circa 200 mila euro sull’ammontare complessivo destinato alla Sicilia di 812.510 euro. Intanto però a Saponara il tempo scorre. Due anni sono già passati e quelle ferite ancora aperte rischiano di diventare sempre più dolorose.