Proteste per l’ospedale, 15 indagati

0
16

E’ stato notificato l’avviso di conclusione indagini per 15 persone accusate di danneggiamento aggravato e violenza privata.  L’indagine, condotta dai Carabinieri di Mistretta, riguarda la protesta messa in atto due anni fa contro l’allora assessore Regionale alla Sanità Massimo Russo e l’ex presidente della quarta commissione Ars Giuseppe Laccoto. I fatti risalgono al 28 novembre del 2011, quando Russo incontrò a Mistretta politici ed amministratori per discutere del ridimensionamento del locale ospedale Santissimo Salvatore. Al termine dell’incontro al Comune, in cui fu ribadita la chiusura del punto nascite, un numeroso gruppo di manifestanti, radunatisi all’esterno del Palazzo, espresse duramente il proprio dissenso e la propria rabbia contro l’assessore e il deputato regionale. Fu necessario l’intervento de Carabinieri che scortarono Russo e Laccoto, schierandosi per impedire alla folla di scagliarsi contro l’autoblu, colpita da calci e pugni. Immediata scattò la denuncia in stato di libertà per 15 manifestanti, 9 dei quali accusati di danneggiamento aggravato in danno dell’auto e 6 di violenza privata, per aver impedito con la forza all’assessore Russo di lasciare il palazzo comunale. A distanza di due anni agli indagati è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari. Nel registro figurano, giovani, donne e due anziane signore che, accanto al provvedimento, hanno letto il nome dell’avvocato d’ufficio incaricato di difenderli. La notizia ha scatenato reazioni a catena a Mistretta, una comunità che negli ultimi due anni ha subito il ridimensionamento dell’ospedale con la chiusura del punto nascite, e la definitiva chiusura del Tribunale. Sui social network colpevolisti ed innocentisti si scontrano, qualcuno accusa politici ed amministratori, qualcuno si limita a ricordare quanto questi 15 indagati non siano delinquenti. Nessun commento arriva da parte dell’Amministrazione. C’è solo da aspettare le controdeduzioni della difesa e la successiva decisione del GIP che deciderà se archiviare il caso o procedere al rinvio a giudizio. E intanto, Mistretta è nostalgica, per la prima volta dopo 150 anni nelle notifiche si legge Tribunale di Patti.