“L’ospedale di Milazzo è sicuro?” – Video

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Il Cutroni Zodda sempre sotto i riflettori. Dopo gli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto da parte dell’Amministrazione Comunale, due esponenti del circolo I democratici hanno scritto al Prefetto di Messina, ai Nas e, per conoscenza alle istituzioni competenti, nonché alla Procura Generale di Messina ed a quella della Città del Longano. Partendo dalla considerazione che l’Ospedale di Milazzo si ritrova a dover servire anche un’area ad elevato rischio di crisi ambientale ed evidenziando che il nosocomio barcellonese può contare su un’area inutilizzata allo stato rustico e sui nuovi locali del vecchio ospedale, Giuseppe Turrisi e Giovanni Munafò affermano che sarebbe stato un ragionamento responsabile il decentramento dei servizi di Milazzo, ad accezione dei quelli essenziali.

Hanno chiesto che venga verificato se la struttura milazzese sia provvista di agibilità del Genio Civile e se sia stata messa in sicurezza rispetto alle normative vigenti a seguito della dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale. In merito al nuovo punto nascite, chiedono che venga accertato se lo stesso sia dotato dei requisiti minimi impiantistici, tecnologici e strutturali e inoltre se siano state rispettate le fasi della programmazione sanitaria, invocando un controllo da parte dell’Assessorato Regionale alla Salute. Un messaggio forte sul “Cutroni Zodda” viene lanciato anche da Suor Marilena Mercurio. La religiosa, il cui impegno sociale è ben noto in città, nel ribadire il diritto alla salute, con l’obiettivo di scuotere le coscienze, ha affermato che il punto nascite deve rimanere a Barcellona e che è arrivata l’ora della mobilitazione, arrivando se è il caso ad occupare l’ospedale ad oltranza.