Disabili, scompare l’assistenza a scuola

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«Mobilitazione subito». E mobilitazione sarà, domani mattina, alle 9.30, sotto la sede della Prefettura di Messina. Ad indirla, con il supporto delle famiglie dei ragazzi disabili che da domani in poi non potranno più usufruire del servizio di trasporto e assistenza igienico sanitaria nelle scuole superiori di Messina e provincia, la Funzione Pubblica della Cgil e della Cisl. I 216 mila euro stanziati da palazzo dei Leoni per garantire la continuità del servizio sono terminati e, come più volte annunciato, la cooperativa Genesi, aggiudicataria del servizio, dopo aver tirato fino a fine ottobre l’attività assistenziale, non è più nelle condizioni di poter proseguire. “Abbiamo lanciato decine di appelli alle istituzioni competenti – afferma la segretaria generale della Funzione pubblica, Clara Crocé – affinché non si è arrivasse al punto in cui, prevedibilmente, si è arrivati”. “Riteniamo a dir poco vergognoso -prosegue la Crocè- l’atteggiamento del governatore, Rosario Crocetta, che dopo aver  garantito 45 milioni di euro da dividere per le province siciliane, ha fatto perdere ogni traccia. Dovremmo essere ormai abituati alle promesse non mantenute del presidente della regione, ma trattandosi di disabili speravamo che almeno questa volta si passasse dalle parole ai fatti”. “Le parole di Crocetta sono rimaste di circostanza e il servizio di trasporto e assistenza nelle scuole superiori per gli studenti disabili è stato interrotto e le famiglie sono costrette ad affrontare tutto a proprie spese”, denuncia la Cisl Funzione Pubblica,  che sostiene la battaglia delle famiglie di oltre 250 disabili e dei 160 operatori che garantivano il servizio. “Sappiamo – sottolinea il segretario provinciale Calogero Emanuele – che anche queste famiglie sono utilizzate per fini elettoralistici e il  giorno dopo aver assicurato i necessari suffragi a questo o a quell’altro politico vengono dimenticate. Con l’interruzione del servizio si priva 250 disabili della possibilità di poter frequentare le lezioni ma anche i livelli occupazionali, mettendo in strada oltre 160 operatori”.