Stabilizzazione, è la volta buona?

0
27

Sembrano aprirsi spiragli positivi per la stabilizzazione dei lavoratori precari in servizio presso gli enti locali siciliani. Un’apposita norma, prevista all’interno di un emendamento al Senato sul decreto per la pubblica amministrazione, consentirebbe, infatti, a gran parte dei comuni siciliani, almeno il 70 per cento, di stabilizzare i precari, mentre per il restante 30 percento si parla della creazione di un bacino unico per avviare anche la loro stabilizzazione. A dichiarare ciò, è l’assessore regionale alle autonomie locali, Patrizia Valenti. “L’emendamento  – rivela la Valenti – consentirà di appostare le risorse in capo alla Regione in modo da non appesantire quei comuni che hanno un rapporto tra spese correnti e spese per il personale già al limite consentito per poter stabilizzare i precari che in Sicilia sono circa 24 mila. Con questa norma – prosegue l’assessore – su 380 comuni il 70 per cento potrà stabilizzare i lavoratori, il personale precario del restante 30 per cento sarà inserito in un bacino unico in modo da avviare anche per loro la stabilizzazione”. Soddisfazione per il testo dell’emendamento, approvato dalla commissione bilancio al Senato, è stata espressa anche dal Ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, Giampiero D’Alia: L’approvazione dell’emendamento  – afferma D’Alia – dà un contributo di chiarezza sulla situazione dei precari siciliani”. Il ministro chiarisce quindi come le risorse della Regione erogate agli enti territoriali per finalità di proroga  non verranno conteggiate nel calcolo della spesa del personale di ciascun ente, dando cos’ la possibilità di avviare un percorso di proroga finalizzato a una successiva stabilità dei rapporti di lavoro.