Concorso truccato all’Università, coinvolti il preside di Farmacia ed un docente

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Vincitori di concorso stabiliti a monte da una commissione giudicatrice creata ad hoc. E se, qualche altro partecipante otteneva un punteggio più alto del designato aveva l’obbligo di rispettare i patti, come emerge da una intercettazione telefonica. “Pacta servanda sunt” dice un docente universitario disponendo che il vero vincitore del concorso si metta da parte in attesa del suo turno.
Succedeva all’Università di Messina dove questa mattina la Guardia di Finanza ha messo ai domiciliari due docenti dell’ateneo peloritano ritenuti responsabili di avere inquinato un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Chimica, allo scopo di pilotarne l’esito. L’operazione, ribattezzata proprio “Pacta servanda sunt”, e’ il risultato di indagini protrattesi per mesi e che hanno messo in luce un vero e proprio sistema deviato delle procedure concorsuali che regolano l’accesso al mondo accademico non solo messinese.
Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Ada Merrino e dal sostituto Diego Capece Minutolo. Le ordinanze di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, firmate dal gip Massimiliano Micali hanno raggiunto il Preside della Facoltà di Farmacia Giuseppe Bisignano ed il professore ordinario Giuseppe Teti.

Ma non solo. Indagati per i medesimi fatti di concussione, peculato abuso d’ufficio e falso anche altri tre docenti che svolgono la loro attività sia a Messina sia in altre università.

Gli investigatori hanno accertato che sia la commissione giudicatrice, che il vincitore del concorso, venivano stabiliti a monte dagli arrestati, con la collaborazione dei loro colleghi. Nel corso delle indagini, nonostante l’accurata pianificazione della procedura, che avrebbe dovuto chiudersi con la nomina a ricercatore di un parente di uno degli arrestati, la presenza di un candidato con un punteggio piu’ elevato aveva creato qualche problema agli indagati che, per portare a termine il piano, sarebbero giunti a costringere il concorrente meritevole a ritirarsi consentendo la proclamazione del candidato predesignato.
I patti vanno rispettati, cosi’ in una intercettazione telefonica i due arrestati avrebbero concordato circa la necessita’ che il candidato, potenziale vincitore del concorso, dovesse ritirarsi, dietro la promessa di una sua successiva sistemazione in altra procedura concorsuale per ricercatore.