Si chiude, poi si vedrà

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Nessuna proroga, i tribunali di Mistretta e Nicosia chiudono. Alla mezzanotte di domani la riforma del entrerà in vigore e dalla geografia giudiziaria regionale e nazionale scompariranno i due palazzi di giustizia. L’esito dell’incontro tra la delegazione dei nebrodi occidentali e il capo dipartimento del ministero Birritteri ha dato esito negativo. La rassegnazione aveva già preso il sopravvento stamattina, dopo la prima riunione, la conferma è arrivata nel pomeriggio, quando sindaci, amministratori ed avvocati hanno lasciato Roma e abbandonato le speranze.  Intanto nei due tribunali, presidiati dai manifestanti, la notizia della chiusura ha scatenato reazioni di rabbia ed amarezza. Nei social network già si lanciano iniziative eclatanti, la volontà è di non rassegnarsi. C’è chi parla di bloccare autostrada e ferrovia, c’è chi invece pensa ad iniziative con giunte con gli altri tribunali chiusi, per bloccare l’intera regione.  Non resta altro che aggrapparsi alla speranza che i tribunali di Mistretta e Nicosia possano essere oggetto di un decreto correttivo, che potrebbe dare il lascia passare all’istituzione del tribunale della montagna. In questo senso, c’è da registrare l’apertura del ministro Cancellieri che non si opporrebbe a questa ipotesi. Tra l’altro il governatore Crocetta ha scritto alla Guardasigilli, comunicandogli la volontà della regione di farsi carico delle spese di gestione di un eventuale tribunale dei Nebrodi. Ipotesi percorribile perché la Sicilia è regione a statuto speciale. Ma questa è la speranza del futuro, la certezza dell’oggi è che i Nebrodi occidentali hanno perso gli unici due presidi di legalità presenti in un territorio impervio e vastissimo. Davanti i tribunali a Mistretta e Nicosia, si stanno radunando centinaia di persone, convinte di aver subito un torto ma consapevoli di dover accettare la realtà: la chiusura.

Marila Re