Dissesto finanziario, nuovo spiraglio per Messina

0
36

Si apre una nuova via d’uscita per parecchi comuni, tra cui Messina, per evitare il dissesto finanziario. L’ultima chance è data dall’approvazione al Senato di un emendamento al cosiddetto “Decreto del fare” che consente alle città con amministrazioni di nuovo insediamento di rivedere il piano di riequilibrio finanziario entro 60 giorni dalla presentazione della relazione di inizio mandato. Primo firmatario dell’emendamento approvato da Palazzo “Madama” il senatore Pdl di Sant’Agata Militello Bruno Mancuso che ha spiegato i termini dell’apertura normativa nei confronti delle amministrazioni neo elette: “Qualora la delibera di dissesto con la proposta del piano di rientro sia già stata presentata da amministrazioni non più in carica- afferma Mancuso –  e non risulti ancora intervenuta la Delibera della Corte dei conti di approvazione o diniego, l’amministrazione in carica ha facoltà di rimodulare il piano di riequilibrio, presentando la relativa delibera nei sessanta giorni successivi alla sottoscrizione della relazione di  inizio mandato”.  Nel caso della città di Messina, dunque, l’amministrazione  guidata dal sindaco Renato Accorinti  avrà tempo sino al 25 Novembre prossimo completare l’analisi della massa debitoria e rideterminare il piano di riequilibrio finanziario e le entrate. L’emendamento riapre dunque allo stesso tempo la finestra per Messina ed altri comuni di accedere  al Fondo di rotazione nazionale da restituire in dieci anni. Nella zona nebroidea, invece, l’accesso al piano di riequilibrio potrebbe essere richiesto dall’amministrazione comunale di San Fratello, le cui casse da tempo si trovano in situazione di profondo rosso con i conti bloccati da svariati pignoramenti.