Tagli alle province bocciati anche in Sicilia ?

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Può la ferrea convinzione del presidente della Regione Rosario Crocetta di abolire le province siciliane, seppur in forza dello statuto speciale siciliano,  derogare persino alle prescrizioni della costituzione repubblicana? E’ questo l’interrogativo che sorge spontaneo dopo lo stop imposto in tutto il resto dello stivale dalla corte costituzionale al tagli delle province, inserito nel cosiddetto decreto “Salva Italia”.  La consulta ha infatti dichiarato l’illegittimità del decreto nella parte che prevede il riordino delle Province. I tagli , sono,  secondo la Consulta, illegittimi perché non sono materie da disciplinare con decreto legge ma attraverso una riforma Costituzionale del Titolo V. A ricorrere alla Consulta erano state diverse regioni subito dopo l’emanazione del decreto del governo Monti che prevedeva il riordino degli Enti locali in base ai criteri di popolazione ed estensione territoriale.  Nel frattempo, anticipando tutti, la Regione Sicilia ha provveduto nei mesi scorsi all’abolizione delle Province appellandosi all’art. 9 dello Statuto speciale che prevede i Liberi Consorzi ma ora, proprio la decisione della consulta potrebbe avere effetto anche in Sicilia. Al Tar di Palermo, pende infatti un ricorso presentato dall’Unione delle province italiane.  A presentare ricorso, tra gli altri, è stata la nota costituzionalista dell’ateneo catanese Ida Nicotra, che nelle scorse settimane è stata chiamata a far parte dal Presidente del Consiglio Letta del gruppo di 35 saggi che dovranno occuparsi della riforma della Carta Costituzionale. L’Unione delle Province, in sintesi, contesta l’illegittimità dell’abolizione degli enti in Sicilia in base al fatto che l’applicazione dello Statuto speciale violerebbe quanto previsto dalla Costituzione all’art. 118. In particolare la costituzione dei Liberi Consorzi andrebbe a modificare l’assetto geo-politico individuato su tutto il territorio nazionale attraverso le Province e gli Enti intermedi, mutandone anche i confini territoriali.