“Dolce Vita” sedici rinvii a giudizio

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Si terrà il prossimo 10 Gennaio a Patti la prima udienza del processo a carico di sedici persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla sfruttamento della prostituzione. Il Gup Onofrio Laudadio , a conclusione dell’udienza preliminare, ha infatti disposto il rinvio a giudizio per i sedici indagati nell’ambito dell’operazione “Dolce Vita”, scattata all’alba dello scorso 15 ottobre. Fu la Polizia del commissariato di Sant’Agata Militello quella mattina a notificare i provvedimenti cautelari a 14 persone e i decreto di sequestro di tre night club del comprensorio tirrenico nebroideo, il “Deja Vu” ed il Dolce Vita” di Torrenova ed il “Dubai” sito a Caronia.  Il pm Francesca Bonazinga ha chiesto ad ottenuto il rinvio a giudizio per Dimona Gueoguieva, 35 anni, Francesco Alessandrino, 28 anni, Giuseppe  Lo Re, 51 anni, residenti a Caronia, Vincenzo Galati Rando 53 anni, Claudio Valentino Sanfilippo di 43 anni, Sebastiano Calà Lesina 33 anni e Barbara Triscari 40enne, tutti di Tortorici, Benedetto Giardinieri, 33enne di Militello Rosmarino, Vincenzo Semilia, 54 anni di Acquedolci, Emanuele Di Lati, 51 anni di Furci Siculo, Alessandro Oliveri 40anni di Capo d’Orlando, Carmelo Marino 40enne, Andrea Galati Rando 27anni, Jevgenio Hamhodera 23anni, Carmen Gheorghiu 25 enne, tutti residenti a Sant’Agata Militello ed infine il 27 enne Giovanni Bruno di Reitano. Non luogo a procedere, invece, per Davide Carcione e Maria Teresa Giardinieri, mentre per Antonino Carbonaro e Federico Paternò sarà il Tribunale di Mistretta ad esprimersi per competenza territoriale. Tra i reati contestati agli imputati, anche il reclutamento di donne, prevalentemente dall’est Europa, inducendole ad esibirsi nei locali notturni e ad intrattenere rapporti sessuali a pagamento con i clienti, secondo un tariffario prestabilito.  L’indagine aveva fatto emergere la rete di finti tesseramenti di una vasta clientela, composta anche da insospettabili professionisti della provincia, che frequentava i night alternando consumazioni nel locale alla compagnia intima delle spogliarelliste. I rapporti sessuali venivano consumati sia all’interno dei night, nei cosiddetti priveè, sia in appartamenti messi a disposizione dei gestori dei locali.