Alcara, successo per il “Muzzuni”

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Bagno di folla ieri sera ad Alcara Li Fusi, vicoli invasi da turisti e visitatori per la festa popolare più antica d’Italia, infatti la Festa del Muzzuni si celebra da 4 mila anni, così almeno assicurano i ricercatori di etnoantropologia. Il “Muzzuni” è una festa pagana, un rito propiziatorio alla fertilità della terra, un inno alla natura, all’amore e alla giovinezza. All’imbrunire gli angoli più caratteristici del paese vengono “preparati” per accogliere gli altarini su quali verrà posto “U Muzzuni”. Attorno ad essi, sulle pareti, sui balconi e sulla strada, vengono stese le “pizzare”: tipici tappeti tessuti con l’antico telaio a pedale utilizzando ritagli di stoffa. Sulle “pizzare”, disposte intorno ed ai piedi dell’altarino, vengono poggiati i piatti con i steli di grano fatto germogliare al buio, spighe ed umili oggetti del mondo contadino. Terminata questa fase, si prepara “U MUZZUNI”. Esso è costruito da una brocca dal collo mozzo rivestita da un foulard di seta ed adorna di ori appartenenti alle famiglie del quartiere. Dalla sommità della brocca fuoriescono steli di orzo e grano fatti germogliare al buio, lavanda, spighe di grano già maturato e dei garofani. Si entra così, nel vero e proprio clima della Festa: ogni quartiere che ospita il “Muzzuni” viene animato con musiche e canti popolari. Tanti gli eventi collaterali organizzati dall’amministrazione in collaborazione con l’ufficio turistico comunale. Dalla Mostra fotografica allestita al Salone S. Giovanni, alle Escursioni naturalistiche in contrada Stidda, Voliera dei Grifoni, Grotta del Lauro ed ancora visite guidate all’interno del centro abitato. Come da tradizione, per chiudere le celebrazioni del Muzzuni,un grosso ceppo dalla forma chiaramente fallica, ricoperto di grano falciato portato dai contadini durante i preparativi della festa, viene spogliato dalle spighe di grano, offerte alla gente che partecipa al rito, e i contadini danno fuoco al legno, cantando, danzando, attorno al fuoco, fino a tarda notte.