DEPURATORE, ACCUSE RIDIMENSIONATE
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La maxi inchiesta che nel luglio del 2007 portò all’arresto di due orlandini ed all’emissione di altri 71 avvisi di garanzia per la gestione dello smaltimento delle acque fognarie a Capo d’Orlando e nei comuni vicini esce stravolta a vantaggio degli indagati dopo l’udienza preliminare svoltasi al Tribunale di Patti. Per tutti è caduta l’accusa di associazione per delinquere, numerose le assoluzioni totali, tantissimi i casi per i quali non è stata riconosciuta la frode in pubbliche forniture.
Accuse che avevano visto finire nel calderone anche decine di sindaci e tecnici comunali per gran parte dei quali il Gup, Maria Pina Scolaro ha disposto il non luogo a procedere.
Per il processo rimangono invece capi di imputazione più marginali riguardanti casi di smaltimento illecito di rifiuti e (solo per alcuni aspetti) la gestione del depuratore di Capo d’Orlando.Due condanne, invece, sono state inflitte per chi ha scelto il rito abbreviato. Si tratta di Vincenzo Lenzo condannato a 1 anno e 4 mesi e Paolo Rienzi, condannato a 4 mesi per un singolo caso di smaltimento di reflui (per entrambi pena sospesa).Nel collegio di difesa sono stati impegnati, tra gli altri, gli avvocati Decimo Lo Presti, Giuseppe Mormino, Carmelo Occhiuto, Michele e Cristina Manfredi Gigliotti, Bernadette Grasso, Nino Favazzo, Rosario Ventimiglia, Alvaro Riolo e Alberto Gullino.| < Prec. | Succ. > |
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