
E’ stata respinta dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Anna Adamo, la richiesta di arresto avanzata per i 72 indagati dell’operazione Cavalieri Erranti. Il Pm Domenico Musto aveva disposto anche mandati di cattura europei per dieci indagati residenti a Malta. Per tutti l’accusa era di vere fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe nell’affiliazione cavalleresca e nella distribuzione di onorificenze equestri a nome e per conto del sedicente “Supremo Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dei Cavalieri di Malta”. Per la maggior parte degli indagati, la Procura ha chiesto l’archiviazione. Il Gip ha inoltre disposto che parte degli atti vengano trasmessi alla Procura di Catania, dove esiste un’altra sede del Priorato. L’inchiesta “Cavalieri Erranti” scaturì dalla nascita di una sede del “Supremo Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dei Cavalieri di Malta” in Via Torino, a Barcellona. Sede che fu oggetto di perquisizione a seguito della quale furono sequestrati mantelli cavallereschi dell’ordine, medaglie commemorative, foto e filmati riguardanti l’investitura di cavalieri e priore avvenuta nei locali di un palazzo, a Malta. Alla base della richiesta di archiviazione, potrebbero esserci le valutazioni presentate dall’Avvocato Giuseppe Lo Presti, legale di molti tra gli indagati. Nella sua memoria difensiva, infatti, l’avvocato Lo Presti ha spiegato che il “Supremo Ordine di San Giovanni di Gerusalemme dei Cavalieri di Malta” era riconosciuto in Italia ed in altre nazione europee, integrando inoltre un’ulteriore sentenza emessa il 5 ottobre del 2007 dalla Corte d’Appello di Catania secondo cui l’ordine è riconosciuto in Romania, a Malta, in Angola, Congo e Repubblica democratica di Sao Tomé. Sarà comunque il decreto di archiviazione a fornire gli esatti motivi a seguito dei quali il gip Anna Adamo ha respinto le 72 richieste di arresto.