Tangenti Anas, ai domiciliari un imprenditore di Milazzo ed uno di Castell’Umberto

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Ci sono anche un imprenditore milazzese ed uno di Castell’Umberto tra le 8 persone raggiunte da provvedimenti cautelari nell’ambito di una inchiesta per appalti Anas in Toscana.
Si tratta di Marcantonio Pinto Vraca, 47 anni di Castell’Umberto e di Gianfranco Recupero, 49 anni milazzese. Entrambi sono finiti ai domiciliari.
Secondo la procura di Firenze, che ha iscritto nel registro degli indagati nella qualità di tecnico anche l’ex assessore regionale Ester Bonafede e la funzionaria dell’assessorato al Turismo Anna Maria Spanò, l’inchiesta ha fatto emergere una vero e proprio sistema di tangenti con una percentuale del 3% sui lavori che venivano assegnati. Percentuale che poteva anche salire se i lavori erano particolarmente importanti, cene nei migliori ristoranti di Firenze e non solo, vacanze pagate in hotel di lusso e promesse di avanzamenti di carriera.
Proprio Pinto Vraca, secondo l’accusa, sarebbe il collegamento dell’inchiesta che avrebbe portato la procura ad indagare anche in Sicilia.
«Pinto Vraca e Carmelo Carrara (marito dell’ex assessore Bonafede) – scrivono i magistrati – godendo di una rete di relazioni politico-istituzionali, erano in grado di soddisfare le aspettative di carriera e di futuro trasferimento in altre sedi gradite di due funzionari in servizio a Firenze». In cambio l’azienda Scae, nel 2015, si è aggiudicata dall’Anas appalti per lavori di oltre 10 milioni. Bonafede, inoltre, si sarebbe servita di false fatture emesse dalle imprese di Recupero e Vraca per avere finanziamenti pubblici per alcune sue attività>>.
Per Pinto Vraca e Recupero il gip Angelo Antonio Pezzuti ha imposto anche la misura del divieto assoluto di comunicare con persone diverse da quelle che con loro abitano. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione e estorsione.