Sant’Agata, l’inchiesta sul cantiere “Marika”. La Cassazione rinvia gli atti al Tribunale.

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E’ giunto dalla Cassazione l’annullamento, con rinvio degli atti al Tribunale, della sentenza di non luogo a procedere emessa dal Gup di Patti Ines Rigoli, nell’Ottobre 2015, nei confronti di quattro persone prosciolte, limitatamente ad alcuni capi d’imputazione, nella vicenda riguardante l’abuso edilizio nei lavori di realizzazione di un complesso immobiliare a Sant’Agata Militello. Accolto il ricorso della parte civile Angelina Naso, rappresentata dai legali Ferdinando Croce, Antonino Li Causi e Giuseppe Walter L’Abbate. La vicenda vede al centro la società cooperativa “Marika” che nel  2011 ottenne la concessione edilizia per la realizzazione di diciotto alloggi sociali, su un’area di circa settemila metri quadri  a ridosso del torrente Cannamelata. Dopo  gli esposti della signora Naso, proprietaria di un terreno confinante,  nell’Aprile 2013 giunse il sequestro del cantiere per irregolarità urbanistiche, edilizie, paesaggistiche ed ambientali. Nell’Aprile 2015, quindi, ci fu la nuova concessione edilizia, in sanatoria, rilasciata dal Comune ed il dissequestro del cantiere. L’inchiesta sfociò nel rinvio a giudizio di quattro imputati Salvatore Monteleone, Gianfranco Carrabotta, Carmelo Barbagallo e Vincenzo Micciulla, per alcune ipotesi di reato mentre per altro ci fu il proscioglimento. A questo punto dovrà essere un nuovo giudice del Tribunale di Patti a pronunciarsi. Nel frattempo, sulla stessa vicenda, è giunta anche una sentenza del Tar di Catania che ha annullato la concessione edilizia in sanatoria rilasciata nell’Aprile 2015 dal Comune di Sant’Agata Militello.