Morte Provvy, processo per dodici

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Il Giudice per le Udienze Preliminari Maria Teresa Arena ha rinviato a giudizio 12 persone per la morte di Provvidenza Grassi accogliendo la richiesta del PM Diego Capece Minutoli. Coinvolti ex ed attuali funzionari e dirigenti del CAS, il Consorzio Autostrade Siciliane. Si tratta degli ex presidenti Antonio Minardo e Patrizia Valenti, degli ex commissari straordinari Nino Gazzara, Anna Rosa Corsello, Benedetto Dragotta, Matteo Zapparrata e Calogero Beringheli, degli ex direttori generali Felice Siracusa, Mario Pizzino e Maurizio Trainati e dei direttori tecnici Gaspare Sceusa e Letterio Frisone. Dovranno comparire dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Messina il prossimo 15 ottobre. Per loro l’accusa, a vario titolo, è di omicidio colposo e rifiuto d’atti d’ufficio. Sotto la lente d’ingrandimento della magistratura i mancati o tardivi o ancora parziali ed eventualmente insufficienti interventi di manutenzione dell’autostrada Messina-Palermo, nonostante i difensori abbiano tentato di fronte al gup di dimostrare la bontà del lavoro svolto. Ma evidentemente il giudice l’ha pensata diversamente disponendo il rinvio a giudizio.
Provvidenza Grassi la sera del 9 luglio 2013 stava tornando a casa percorrendo l’autostrada da Rometta a Messina Centro. Ma poco prima dello svincolo, subito dopo la galleria Bordonaro, secondo la ricostruzione effettuata dalla Polstrada, la giovane avrebbe improvvisamente perso il controllo della sua auto volando dal viadotto a causa, forse, di quel guardrail malmesso che ne avrebbe favorito il volo. Finita nella scarpata, non è stata mai avvistata per quasi sei mesi. Soltanto, infatti, il 29 gennaio 2014 un operaio notò la carcassa di un auto con un corpo accanto, era quello ormai sfigurato di Provvidenza. Per capire se proprio quel guardrail difettoso sia stata la causa, o perlomeno una delle cause del salto nel vuoto della giovane donna bisognerà attendere il processo. E probabilmente i tre gradi di giudizio.

Morosito