Pecunia 2, condannati per usura Sottile e Restifo

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Si è chiuso questo pomeriggio al Tribunale di Patti, il processo di primo grado del processo scaturito dall’operazione antiusura “Pecunia 2”, scattata nel settembre del 2013 a Capo d’Orlando.
Il collegio giudicante, presidente Maria Pina Lazzara, ha condannato a sette anni di reclusione, 12.000 euro di multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici, Paolino Sottile, 58 anni, che era stato arrestato in quella occasione. Tre anni, 8.000 euro di multa ed interdizione di 5anni da pubblici uffici, invece, la pena inflitta a Marcello Restifo Olivera, originario di Alcara li Fusi e Funzionario delle Poste.
Ha retto quindi l’accusa formulata dalla Polizia di Capo d’Orlando (che all’epoca condusse l’inchiesta) e che si avvaleva della collaborazione di una delle due vittime, il commerciante Antonino Balleriano, costituitosi parte civile con l’avvocato Ernesto Parisi.
Sottile avrebbe costretto due imprenditori (l’altro è Cono Mancari, assistito dall’avvocato Nino Todaro) che si erano rivolti a lui per un prestito alla restituzione della somma gravata di interessi annui del 240%. Attraverso una intercettazione, si scoprì che una delle vittime era stata indirizzata a Sottile (già coinvolto anche in una precedente inchiesta antiusura) dal funzionario dell’Ufficio postale di Capo d’Orlando.
In particolare, emerse che nell’aprile 2011, Ballariano che versava in gravi difficoltà economiche si era recato presso l’Ufficio Postale di Capo d’Orlando, chiedendo un prestito al funzionario. Quest’ultimo avrebbe spiegato che non era possibile percorrere vie istituzionali per ottenere il prestito richiesto, ma che avrebbe potuto rivolgersi al un suo conoscente.
Accusa sempre respinta con forza in aula dal funzionario delle poste. I due imputati dovranno provvedere anche al risarcimento dei danni ed al pagamento delle spese processuali. Sottile era difeso dall’avvocato Sandro Pruiti mentre Restifo è stato assistito dagli avvocati Giusuè Giardina e Giuseppe Lo Presti.

Morosito