Fiumara d’Arte, al via il restauro

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Sono iniziati i lavori di restauro della Fiumara d’Arte, il più grande parco di sculture monumentali d’Europa, ideato e realizzato nel 1986 nel comprensorio di Tusa, dal mecenate Antonio Presti. Il restauro del parco, che presenta le opere di alcuni tra i più grandi artisti del Novecento, come Mauro Staccioli, Tano Festa, Pietro Consagra, Italo Lanfredini e Paolo Schiavocampo, restituirà bellezza alle sculture monumentali che versavano in uno stato di degrado e di abbandono. La direzione artistica del restauro è affidata allo stesso Presti e i lavori termineranno a ottobre 2015. Per sette delle otto istallazioni firmate da alcuni tra i più grandi artisti contemporanei, che recavano i visibili danni prodotto dal tempo e dagli agenti atmosferici, è finalmente giunto il tempo del restyling. Tra le prime ad essere recuperate, “La Finestra sul Mare” di Tano Festa, “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra e “Una curva gettata alle spalle del tempo” di Paolo Schiavocampo. Il progetto di restauro, finanziato con fondi europei, dovrà essere concluso in autunno, ma già da questi mesi sono più visibili gli interventi che stanno riportando alla luce le sculture, consolidate, restaurate, ripristinate nelle parti mancanti. Verranno attuati interventi di conservazione per un’opera d’arte storicizzata (opere di Tano Festa, Piero Dorazio, Piero Consagra); e si uniscono conservazione e trasformazione se l’artista è ancora vivente (come nel caso di Paolo Schiavocampo, Mauro Staccioli o Italo Lanfredini) . In accordo con l’Accademia di Belle Arti di Palermo è prevista l’apertura di campus didattici e laboratori sul posto delle stesse opere. I fondi assegnati al Consorzio Intercomunale Valle dell’Halaesa per il restauro e l’implementazione di Fiumara d’Arte – di cui fanno parte i comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Santo Stefano di Camastra e Tusa –  provengono da un PO FERS 2007-2013, per un importo di circa 1 milione e 650 mila euro che diventano 2 milioni e 300 mila con i costi di progettazione, consulenze artistiche, espropri, produzione pubblicazioni scientifiche, attività di divulgazione e promozione; ad aggiudicarsi i lavori è stata la RE.CO.GE s.r.l. di Paternò. L’unica opera che non sarà restaurata, è la “Stanza di barca d’oro” dell’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa, camera ipogea chiusa per cento anni, per volontà dell’artista.