Delitto Biviano, 25anni a Roberto Cannistrà

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omicidio lipari
Morosito

La corte d’assise d’appello di Messina ha confermato la condanna di Roberto Cannistrà per l’omicidio di Eufemia Biviano, sgozzata a Lipari la sera del 24 Dicembre 2011. Per l’operaio 41enne è arrivata la condanna a 25anni di carcere, con uno sconto di pena di 5 anni  rispetto ai 30 inflitti in primo grado. L’accusa aveva chiesto la conferma dei 30 anni di reclusione ma verosimilmente  per la riduzione della pena ha pesato il riconoscimento delle attenuanti generiche. Per l’ufficialità bisognerà attendere il deposito delle motivazioni mentre ai legali dell’uomo, gli avvocati Gaetano Orto e Luca Frontino, non resta che il passaggio in cassazione per far valere le proprie eccezioni. Ma l’oscura vicenda che ruota attorno a quella tragica vigilia di Natale a Lipari non si esaurisce comunque con la storia giudiziaria di Cannistrà. Lo scorso mese di Marzo, infatti, con un clamoroso colpo di scena, la Procura di Barcellona mise nero su bianco quell’ipotesi ripetutamente ventilata sin dall’indomani dell’omicidio di Eufemia Biviano, formulando l’avviso di garanzia per il cognato di Cannistrà, il 49enne Giovanni Favaloro, ritenuto dagli inquirenti complice del delitto. L’uomo, indagato a piede libero, fu  interrogato dai Carabinieri alla presenza degli avvocati, ma si avvalse della facoltà di non rispondere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima, lo ricordiamo, rientrata in casa dopo aver fatto la spesa al supermercato, si sarebbe trovata di fronte ai ladri che stavano rovistando nei cassetti. A quel punto i malviventi l’avrebbero aggredita colpendola al collo con varie coltellate e quindi rinchiusa nel garage dove il suo corpo fu ritrovato diverse ore dopo dai parenti che l’attendevano per la cena della notte di Natale. Roberto Cannistrà fu inchiodato dalle tracce di sangue ritrovate sulla scena del crimine ed a lui condussero quindi i gioielli rubati in casa della vittima, piazzati presso un compro oro di Messina