Salvo Messina al Tar contro il dissesto

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Morosito

L’ex sindaco di Brolo Salvo Messina non si arrende. Con un articolato ricorso, lungo 34 pagine, chiede al Tribunale Amministrativo di Catania di annullare i provvedimenti adottati dal Comune di Brolo che hanno portato, lo scorso febbraio, alla dichiarazione di dissesto.
Non sarebbe stata infatti neppure considerata la strada del piano di riequilibrio finanziario prevista dallo stesso Testo Unico degli Enti Locali e preferibile al dissesto perché avrebbe potuto garantire i servizi essenziali e comunque adottare tutte le misure necessarie a superare le condizioni di squilibrio grazie ad un piano pluriennale della durata massima di dieci anni. Con il piano di riequilibrio, si legge nel ricorso di Salvo Messina, il Comune di Brolo avrebbe potuto deliberare le aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita, e coprire i costi della gestione dei servizi a domanda individuale oltre che procedere all’assunzione di mutui per la copertura di debiti fuori bilancio nonché accedere al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria. Tra l’altro, secondo la disamina fatta dall’ex sindaco Messina, la dichiarazione di dissesto è stata viziata da una situazione debitoria contraddittoria e non veritiera. I 17 milioni e mezzo di debiti certificati dal Revisore e dalla Ragioneria Comunale non sarebbero riferibili, scrive Salvo Messina, a debiti certi, liquidi ed esigibili per stessa ammissione del responsabile dell’area economico finanziaria, Grazia Curasì. Nella delibera di dissesto, infatti, sono messe a verbale le parole della Curasì secondo cui “Qui nessuno sta pagando nessuna ditta, nessuno sta riconoscendo debiti o crediti, sta soltanto portando all’attenzione della collettività una grave situazione economica e finanziaria dettata da documenti che sono presenti nell’ente. Sarà un altro organo terzo, che non è il responsabile della ragioneria, né il revisore dei conti, ad andare a verificare partita per partita l’ammissibilità dei crediti dei fornitori”. Parole che, secondo Salvo Messina, confermano la fondatezza del suo ricorso al Tar. Molti debiti sono calcolati due volte, altri sono oggetto di contenzioso, mentre secondo l’ex Sindaco, i famosi mutui fantasma non devono essere neppure conteggiati visto che non sono mai stati deliberati dal Consiglio ed ottenuti con atti falsi. Inoltre la stessa amministrazione, sottolinea Messina, ha dato mandato ad un legale per procedere contro la Cassa Depositi e Prestiti al fine di far dichiarare la nullità, annullabilità o l’inefficacia dei mutui stesso, sul presupposto che i medesimi mutui e, quindi, il loro rimborso non è riferibile all’Ente comunale.