Caso Provvidenza Grassi, chiesti 12 rinvii a giudizio

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Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina Diego Capece Minutoli ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone in riferimento alla morte di Provvidenza Grassi, la giovane trovata senza vita sotto il viadotto autostradale Bordonaro tra Messina Centro e Messina Gazzi la sera del 29 gennaio 2014, oltre sei mesi dopo la sua scomparsa. La richiesta è arrivata a carico di ex direttori, commissari e dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane. Si tratta di Antonio Minardo e Patrizia Valenti, ex commissari, e poi di Nino Gazzara, Anna Rosa Corsello, Benedetto Dragotta, Matteo Zapparata e Calogero Beringheri, questi ex commissari straordinari, e ancora degli ex direttori generali Felice Siracusa, Mario Pizzino e Maurizio Trainati e infine dei direttori tecnici Gaspare Sceusa e Letterio Frisone, quest’ultimo già arrestato nell’operazione “Tekno” per gli appalti truccati.
Per loro l’accusa a vario titolo è di omicidio colposo e omissione d’atti d’ufficio, dovranno comparire davanti al gup Maria Teresa Arena il prossimo 23 giugno.
Provvidenza Grassi scomparve la sera del 9 luglio 2013 quando da Rometta stava tornando a Messina. Secondo la ricostruzione della Polstrada, la giovane avrebbe perso il controllo del mezzo volando giù dal viadotto in un tratto, appena fuori la galleria, in cui il guardrail non proteggeva perfettamente la carreggiata. I familiari però non hanno mai creduto completamente a questa ipotesi, del caso se ne occupò anche la trasmissione “Chi l’ha visto?” e furono sconcertanti le dichiarazioni di due carabinieri che, sollecitati dal padre ad attivarsi per le ricerche durante una telefonata, non chiudendo sbadatamente il telefono fecero dei commenti poco edificanti sul padre e sulla ragazza stessa. L’Arma presa i dovuti provvedimenti.
La storia, su cui ancora aleggia un certo mistero, entra adesso nel vivo del suo percorso giudiziario.