Alessandro Crisafulli torna ad accusare il padre

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“Non sono stato io a sparare a mio fratello. E’ stato mio padre”. Alessandro Crisafulli, nel corso dell’udienza di convalida, che si è svolta questa mattina al carcere di Gazzi, ha ribadito la versione rilasciata agli inquirenti e che cioè venerdì scorso non fu luibensì il padre Cosimo, ad imbracciare il fucile per colpire a morte il fratello Roberto. Alessandro ha poi risposto ad altre domande del Gip del Tribunale di Barcellona, Danilo Maffa, del pm, Francesco Massara e del difensore, l’avvocato, Tommaso Calderone, su altri particolari della drammatica vicenda. Il pm, che contesta ad Alessandro Crisafulli di aver ucciso il proprio fratello, al termine dell’udienza, ha chiesto al Gip la convalida del fermo di polizia giudiziaria, richiesto dal pm, Fabio  Sozio e la conferma  della misura cautelare in carcere. L’avvocato Calderone, che sostiene la difesa di Crisafulli insieme all’avvocato, Sebastiano Campanella, ha richiesto invece la revoca della carcerazione. Il gip si è riservato la decisione e dovrebbe pronunciarsi entro domani. E mentre si è svolta l’udienza di convalida e si attende la decisione del giudice, si resta in attesa anche di conoscere l’esito dell’esame dello Stub, per capire chi ha effettivamente imbracciato il fucile; il test per evidenziare i residui di polvere da sparo è stato effettuato sia su Alessandro Crisafulli che sui genitori. Oggi pomeriggio, intanto, si celebreranno i funerali di Roberto.

di Massimo Natoli