Un commissario per appaltare il potenziamento dei depuratori siciliani

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Sarà l’assessore regionale all’Energia Vania Contraffatto il nuovo commissario per gli impianti di depurazione in Sicilia. Lo ha deciso la presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti. La scelta di Contraffatto, espressione del sottosegretario Faraone, suona come una pesante bocciatura nei confronti del governatore Crocetta.
Sono 36 gli interventi da commissariare in tutta la Sicilia, per un valore di 634 milioni di euro. Nel frattempo, sempre sul tema delle acque, sul governo regionale sta per piovere un altro, pesantissimo rischio-commissariamento. Il presidente Crocetta sta infatti per ricevere una l’ennesima diffida: se entro 90 giorni la Sicilia non approverà la riforma sulla gestione del Servizio idrico integrato, interverrà lo Stato con i suoi “poteri sostitutivi”. Anche nei confronti dell’Assemblea regionale. E così, entro 90 giorni governo e deputati dovranno mettere già la riforma, esaminarla ed esitarla. Se non vorranno essere esautorati dal governo centrale. Un “potere sostitutivo” previsto dal decreto “Sblocca Italia”. Lo stessa norma che impone alle Regione l’individuazione degli “enti di governo d’ambito”. In pratica i nuovi soggetti che dovranno gestire, in maniera integrata, il servizio idrico. Al momento i vecchi Ambiti territoriali ottimali sono stati solo liquidati e commissariati. Ma nell’Isola, tranne poche eccezioni, non è stato creato il nuovo ente. Il 23 dicembre scorso il ministro per l’ambiente ha anche scritto alla Regione. Ha chiesto di conoscere il “provvedimento di individuazione” degli enti che dovranno gestire l’acqua in Sicilia. Ma quel provvedimento non esiste ancora, ha risposto la Regione, con una nota nella quale si precisa soltanto che “non si è ancora concluso l’iter legislativo”. Un iter partito addirittura nel 2013, quando sono stati sciolti e commissariati gli Ato.