Chi ha ucciso Roberto? La verità dal guanto di paraffina

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Saranno i risultati dello stub e degli altri accertamenti tecnici disposti dal Sostituto Procuratore Fabio Sozio a fare chiarezza sulla morte di Roberto Crisafulli, 32 anni, rimasto ucciso da un colpo di fucile calibro 12 al petto al culmine di una lite familiare. Le risultanze del guanto di paraffina dovrebbero giungere già nella prossima settimana. Intanto, è in stato di fermo di indiziato di omicidio volontario il fratello della vittima, il ventottenne Alessandro sul quale subito si sono rivolte le attenzioni degli investigatori. Il provvedimento a carico del giovane è stato emesso a seguito di una lunga nottata di interrogatori durante i quali il giovane avrebbe addossato al padre Cosimo le responsabilità dell’omicidio, affermando che a sparare sia stato il genitori e che lui sarebbe intervenuto soltanto per disarmarlo. Una versione che ha comportato un nuovo interrogatorio per i genitori, anche loro sottoposti all’esame stub. Dal canto loro, gli inquirenti non sembrano convinti tuttavia della seconda versione che è stata loro fornita e così hanno confermato il fermo per Alessandro Crisafulli. Oltre ai risultati dello stub, gli investigatori attendono ulteriori indicazioni dall’autopsia sul corpo di Roberto Crisafulli che si terrà presso l’istituto di medicina legale di Messina, dove la salma è stata trasferita subito dopo l’ispezione esterna condotta dal medico legale Giulio Cardia. Secondo la prima ricostruzione, la vittima sarebbe rientrata a casa tardissimo e in evidente stato di ebbrezza, generando confusione nell’abitazione familiare di via Statale Oreto. La tragedia sarebbe avvenuta dopo le sei mattino, quando i toni si sono alzati sempre più fino al colpo di fucile risultato fatale a Roberto Crisafulli.

di Benedetto Orti Tullo

Morosito