Cimiteri di mafia, si riprende a scavare

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Una nuova campagna di scavi alla ricerca di corpi di vittime di lupara bianca finiti nel mirino della famiglia barcellonese negli anni 90. Gli inquirenti avrebbero ripreso a sondare il territorio dell’hinterland barcellonese dopo le rivelazioni del 45enne Nunziato Siracusa di Terme Vigliatore. Gli scavi, ripresi nella giornata di ieri, vengono coordinati di magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo e condotti dai Carabinieri del ROS di Messina e da una squadra speciale di Vigili del Fuoco. Si scava alla foce del Torrente Mazzarrà, in un terreno che sarebbe di proprietà dell’Ipab e in contrada Braidi, tra Montalbano Elicona e Patti. Alla foce del Mazzarrà, in contrada Salicà a Terme Vigliatore, si cercherebbe il corpo del giovane Domenico Pelleriti, scomparso da Basicò nel marzo del 1993. Vittima di lupara bianca perché sospettato di avere messo a segno il furto di un camion carico di sanitari. Una vicenda che sarebbe all’origine della sparizione di un altro giovane, Antonino Ballarino, i cui resti furono ritrovati nel 2011 in contrada Gorne, nel territorio di Mazzarrà Sant’Andrea. Della sparizione di Pelleriti aveva già parlato il collaboratore di giustizia Santo Gullo. Secondo indiscrezioni, Nunziato Siracusa avrebbe aggiunto ulteriori particolari, rivelando appunto il luogo segreto della sepoltura del cadavere del giovane. Secondo il racconto di Gullo, Pelleriti fu rapito e portato nel vivaio di Siracusa, ubicato non lontano dal punto in cui si scava attualmente. Lì sarebbe stato picchiato e successivamente assassinato. Ovviamente, sulla campagna di scavi in corso vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti e non trapelano particolari.

Benedetto Orti Tullo

Morosito