Affari di famiglia, quattro condanne

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Si è chiuso con quattro condanne il processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione antidroga “Affari di famiglia” scattata lo scorso anno nell’area dei Nebrodi e che portò all’emissione di 26 misure cautelari. Le sentenze sono state emesse ieri pomeriggio, dal gup del tribunale di Messina Monica Marino,che ha condannato Francesco Conti Mica,considerato il capo dell’organizzazione, a 13 anni e 8 mesi di reclusione mentre, a7 anni, sono stati condannati Luisa Bontempo (madre di Conti Mica)e i fratelli Andrea e Carmelo Calà Campana, tutti di Tortorici. Condanne rilevanti ma ben inferiori alle richieste del pm, Liliana Todaro, che aveva chiesto 16 anni per Conti Mica e 10 anni a testa per gli altri tre.
Il giudice, inoltre ha disposto lo stralcio della posizione di Mirko Talamo, difeso dagli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello e Giuseppe Vadalà Bertini, che verrà discusso il 18 giugno. Al tribunale di Patti a marzo si è aperto il processo ordinario dove sono imputati per la stessa vicenda Alessandro Talamo, Sebastiano Galati Massaro, Giuseppe Barbagiovanni, Michele Bontempo Ventre, Antonino Conti Mica, Antonino Costanzo Zammataro e Salvatore Marino Gammazza, tutti di Tortorici ad eccezione di Bontempo Ventre, che risiede a Rocca di Capri Leone. Sempre al tribunale di Patti, ma il primo giugno, si terrà il processo con rito ordinario per Maurizio Arcodia,di Tortorici, Francesco Anastasi, di Galati Mamertino, Calogero Salvatore Conti Bellocchi, di Torrenova, Giuseppe Consales, di Tortorici e Valentino Conti Bellocchi, di Torrenova. È completamente uscito dal procedimento, nel dicembre 2014, Samuele Chillemi
Gli imputati sono coinvolti, avario titolo,in una ramificata organizzazione, con base a Tortorici, dedita al traffico di cocaina, marijuana ed hashish.