Docenti e studenti in piazza contro la riforma della scuola

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Morosito

E’ in corso in tutta Italia lo sciopero proclamato dai sindacati per protestare la riforma della scuola proposta dal Governo Renzi. Docenti e studenti sfilano per le principali piazze per dire “no” ad un progetto che rafforza il potere dei presidi ai quali viene demandata la competenza alle assunzioni. “La proposta accentua a dismisura i poteri del dirigente scolastico – spiegano i promotori dello sciopero –  prefigurando un uomo solo al comando mentre ridimensiona  il ruolo degli altri soggetti che operano nel sistema, dagli organi collegiali ai singoli docenti”. E’ una critica di fondo, sulla quale sono d’accordo praticamente tutti i promotori dello sciopero. Ma i sindacati paventano un altro pericolo. “C’è il rischio  –  continua il leader della Cisl scuola  –  e la preoccupazione che si modifichino i principi costituzionali che ispirano il nostro sistema scolastico, passando dalla scuola della partecipazione a quella di un merito solo apparente, dove i docenti faranno a gara per accaparrarsi il premio (in denaro) che il preside potrà assegnare”.
“Noi riteniamo – replica il ministro Giannini – che il dirigente debba assumere funzioni di responsabilità che ogni leader educativo deve poter avere e a questo facciamo corrispondere un accuratissimo sistema di valutazione che già è partito”.
Governo e maggioranza, se da una parte ribadiscono la bontà del disegno di legge e l’intenzione di andare avanti, dall’altra non rinunciano a lasciare una porta aperta al dialogo, viste anche le modifiche apportate al ddl in Commissione alla Camera. “Non c’è un ‘prendere o lasciare’ – ha detto in serata il ministro Maria Elena Boschi -. Se ci sono modifiche da fare, le faremo. Non c’è chiusura totale”.
“La grande mobilitazione di tutto il comparto scuola- afferma Federico Raineri- coordinatore provinciale di Forza Italia- grida a gran voce che la riforma della scuola tanto acclamata da Renzi forse non è così “buona” e magnanima come vuole apparire. Per migliaia di docenti, studenti e famiglie, la “Buona Scuola” è un attacco alla democrazia e all’uguaglianza dei cittadini. Non c’è democrazia senza educazione, non c’è società realmente libertaria fin quando il fine diventa una produzione di beni e non di esseri umani liberi. Nella prospettiva di Renzi della “Buona Scuola”, l’istruzione si configura sempre di più come un costo piuttosto che come un prezioso investimento civile, sociale ed economico. Non si può accettare una tale trasformazione aziendalistica delle scuole i cui dirigenti diventeranno veri e propri manager che sceglieranno il personale. E il potenziamento del potere nelle mani dei presidi pare obbedire ad una logica che poco ha a che fare con quella democratica, base fondante della nostra Repubblica”.
Nella foto un momento del corteo a Sant’Agata Militello