Sicilia con vista Expo

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Morosito

La festa tanto attesa è dunque  iniziata. E’ e sarà una grande festa. Comunque la si guardi, comunque si tenti di distruggerla e offuscarla, giusto per non far mancare nell’esposizione delle tipicità italiane il nostro proverbiale disfattismo, Expo sarà comunque una festa, una vetrina immensa, una grande occasione di fronte al mondo, nella quale non esserci, o provare a rovinare la festa, sarà il vero grande peccato.
Oltre mezzo milione di visitatori hanno già varcato nel primo weekend di Expo i tornelli dell’immensa area fieristica milanese per intraprendere un autentico viaggio intorno al mondo. E così che tra i padiglioni suggestivi, colorati ed avveniristici, saltando tra culture, costumi, architettura ed ovviamente cibo di ogni angolo del pianeta, al culmine dell’immenso viale denominato “Il cardo” , di rimpetto al Padiglione Italia e di fianco all’albero della vita simbolo dell’Expo,  ecco imbatterci nel famoso, e per certi versi famigerato, “cluster bio mediterraneo”. Sarà quella per sei mesi,  la casa della Regione Siciliana, il punto d’incontro tra il mondo e la Sicilia, all’insegna della cucina mediterranea, dei colori, sapori e odori della nostra terra. In questo spazio, oltreché nello spazio espositivo dedicato a ciascuna regione lungo il viale italiano, la Sicilia proverà a far bella mostra di se. A dire il vero, l’esordio non è stato dei migliori. Polemiche e figuracce hanno accompagnato lo sbarco siciliano ad Expo. La pioggia è entrata dalla copertura, parziale, del padiglione, pavimento sporco e poca organizzazione hanno subito fatto esplodere la polemica, per certi versi anche gonfiata. Troppo presto, troppo repentino parlare di fiasco o fallimento. La Sicilia, e con essa i Nebrodi e la costa tirrenica, per i prossimi sei mesi saranno rappresentanti tra questi banchi, in un angolo del cluster, attorniati dai prodotti e produzioni tipiche. In quei pochi metri quadrati la Sicilia dovrà far parlare bene di se. Già, magari provando, almeno per una volta, a rimanere in silenzio con discorsi e passerelle di tailleur, giacche e cravatte che, da ogni angolo della trinacria, da mesi pregustano la vetrina milanese. La speranza è che in quei pochi metri quadri la Sicilia sappia rimanere in silenzio e lasciarsi raccontare al mondo dai suoi inimitabili ed impareggiabili tesori.

di Giuseppe Romeo