“Sopravvissuto al terremoto”, orlandino rientra dal Nepal

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Morosito

Sta per rientrare in Italia il ragazzo di Capo d’Orlando rimasto bloccato in Nepal dopo la terrificante scossa di terremoto di magnitudo 7.9 del 25 aprile. Miro Bellitto, 23 anni, studente presso l’Università di Bologna e con la passione per la montagna e l’alpinismo, è stato anche baciato dalla fortuna perché stava per intraprendere la scalata dell’Everest proprio nel giorno del sisma. Un banale mal di stomaco lo ha però bloccato in un paese alle pendici della montagna più alta del mondo. Le cose sono andate come sappiamo, testimoniate da immagini drammatiche con paesi rasi al suolo e migliaia di morti. L’Everest sconvolto da diverse valanghe che hanno distrutto due campi base per le escursioni con decine di vittime e dispersi, anche italiani. Miro doveva trovarsi lassù ad inseguire la sua passione che altre volte lo ha portato a scalare montagne in diversi punti del mondo. Il mal di stomaco, forse, gli ha salvato la vita. Il rientro in Italia è stato però piuttosto problematico per la difficoltà dei soccorsi a raggiungere il paese alle pendici dell’Everest dove il ragazzo di Capo d’Orlando è rimasto bloccato. Anche per Miro, così come per gli altri italiani, il Ministero degli Esteri si è attivato per consentire il ritorno in patria.
Adesso, come hanno sottolineato fonti della Farnesima, per i nostri connazionali la fase di emergenza “è praticamente finita”. Un gruppo di 23 turisti italiani è partito in nottata con un C130 che ha portato a Kathmandu il team di soccorso e gli aiuti umanitari inviati da Roma. Oltre a loro sono stati imbarcati anche 9 cittadini di altri Paesi europei. Il bilancio del terremoto è terribile:  i morti sono quasi 6.200, oltre 13.000 i feriti. Quattro le vittime italiane uccisi dal sisma. Altri tre connazionali risultano al momento irreperibili