Regionali in piazza contro i tagli della Finanziaria

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Morosito

Sono tornati in piazza questa mattina. Difendono i contratti di lavoro ed il diritto alla pensione: Erano in migliaia di fronte palazzo dei Normanni, a Palermo, la sede dell’assemblea regionale, ma in tanti erano anche a Catania in corteo fino al Palazzo della Regione. Protagonisti della grande mobilitazione, i lavoratori regionali, chiamati a raccolta dopo il fallimento della trattativa all’Aran dalle sigle sindacali riunite di confederali ed autonomi,  Cgil, Cisl, Uil, Cobas-Codir, Sadirs, Ugl, Siad e Dirsi. Nel mirino ci sono le norme della finanziaria che prevedono tagli alle voci accessorie della retribuzione ma soprattutto l’adeguamento al sistema pensionistico degli statali anche per circa 6 mila regionali, su 16 mila in totale, che al momento hanno il sistema misto retributivo-contributivo. La data scelta per la mobilitazione non è casuale. Questo pomeriggio, infatti, proprio alla regione, si discuterà la norma sui contratti, le pensioni e l’assetto organizzativo dei funzionari regionali. La protesta è nello stesos tempo un appello “al buon senso dei parlamentari regionali”. Già lo scorso mese alcune sigle sindacali erano scese in piazza per dire no alla norma che ridimensiona gli stipendi dei regionali. Una manifestazione quella che fu macchiata dal passo indietro della maggioranza delle sigle in vista del tavolo tecnico con l’Aran proposto dal governo. Proprio l’esito negativo di quel confronto, ha spinto i sindacati a tornare compatti e scendere di nuovo in piazza contro il  governo capace addirittura di peggiorare le cose. I regionali giudicano iniqui i tagli imposti a stipendi e pensioni e mancanza di dialogo con l’amministrazione Crocetta chiedendo l’intervento in extremis dell’assemblea.