Opere pubbliche per 3,76 miliardi bloccate in Sicilia (l’elenco in pdf)

0
238

Ci sono 476 opere finanziate, progettate ed immediatamente cantierabili in Sicilia che permetterebbero di mettere in circolo lavori per 3,76 miliardi di euro.
Si tratta di 27 opere stradali; 64 interventi di manutenzione viaria; 7 opere ferroviarie; 1 infrastruttura portuale; 62 opere idriche, 81 opere urbane, 74 interventi su edifici scolastici, 47 interventi sul rischio idrogeologico e decine di altri interventi che migliorerebbero servizi e qualità della vita nella nostra Isola. Opere che però rimangono al palo ed il cui elenco è stato consegnato, presso la sede nazionale dell’Associazione dei costruttori a Roma, al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, all’interno della piattaforma “La carica dei 5mila cantieri per fare ripartire l’Italia”, frutto della ricognizione del sistema associativo Ance su tutto il territorio nazionale.
Sul totale degli oltre 5mila progetti individuati nel Paese per complessivi 10 miliardi di euro, la Sicilia si distingue perché i suoi 476 interventi rappresentano il 9% del totale per numero, ma il 40% per importi. Basti pensare che le 27 opere già individuate dall’Ance Sicilia in quanto immediatamente cantierabili e a suo tempo segnalate al ministro Delrio ammontano a 3,1 miliardi di euro (il 31% dell’importo nazionale).
In provincia di Messina figurano decine di comuni, soprattutto dell’entroterra che aspettano il via libera ad opere fondamentali. Si tratta di interventi per scuole, come a Librizzi, Torrenova, Gioiosa Marea Ucria, Acquedolci, Sant’Angelo di Brolo, o riqualificazioni come la zona mare a Torrenova, il centro di Montagnareale, i 9 milioni per rimettere a nuovo Librizzi o l’area di Tono a Milazzo. Ma poi spiccano anche lavori che metterebbero in sicurezza intere zone colpite dal dissesto in provincia. In questo caso ci sono cantierabili 7 milioni per Alcara li Fusi, un milione e 200.000 euro per Raccuja e Santo Stefano di Camastra quasi un milione per Pace del Mela e poco meno per Librizzi e Basicò. In mezzo anche tanti soldi per case anziani, lavori attesi da decenni per palestre, campi sportivi, zone artigianali. Un elenco lunghissimo che tocca anche Villafranca, Malfa, Rodì e comuni della fascia ionica del messinese.
“I dati- secondo l’Ance- sono il simbolo dell’arretratezza infrastrutturale della Sicilia rispetto al resto del Paese e dimostrano l’insensibilità della classe politica e della burocrazia riguardo alla necessità di mettere in sicurezza il territorio e gli edifici scolastici, di recuperare e valorizzare i beni culturali e di modernizzare i sistemi di trasporto e i tessuti urbani”.
L’attuazione immediata del piano, quindi, avrebbe una doppia funzione: intervenire in senso anticiclico rispetto alla crisi economica e del settore edile, e migliorare la qualità di vita dei cittadini.
Le opere cantierabili in Sicilia Clicca per vedere