Gotha V, svelati i retroscena di rapine, estorsioni ed un caso voto di scambio

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Un controllo capillare su rapine ed estorsioni e possesso di armi ad alto potenziale, come un “kalashnikov”.
Un quadro fatto di intrecci tra cosche e persino inquinamento del voto. E’ quello che emerge dall’operazione Gotha 5 che questa mattina ha portato all’arresto di 22 persone da parte del Ros dei Carabinieri e della Polizia di Barcellona.
Una inchiesta coordinata dalla DDA di Messina e che aggiunge un nuovo tassello alle quattro precedenti operazioni che hanno inferto durissimi colpi alla malavita organizzata che opera nel barcellonese.
Due le cosche nel mirino: quella dei “barcellonesi” e quella dei “mazzarroti” sulle quali, in questa occasioni ha parlato diffusamente Salvatore Artino, collaboratore e figlio di Ignazio, già esponente di rilievo dei “mazzarroti”.
L’uomo ha raccontato, nei suoi verbali, il sistema di rimpiazzo dei picciotti arrestati nelle precedenti operazioni, con nuovi affiliati e soprattutto ha permesso di far luce su una sanguinosa rapina avvenuta a Campogrande di Tripi nel dicembre del 2012, nella quale rimase gambizzato un cliente che aveva cercato opporre resistenza ai malviventi.
Le indagini, inoltre hanno consentito di svelare i nuovi assetti delle cosche dopo gli arresti e i pentimenti. In particolare, tra le fila dei “mazzarroti” un ruolo fondamentale nella gestione delle estorsioni sarebbe stato svolto da Sebastiano Torre, Giuseppe Cammisa e Orazio Salvo, mentre Salvatore Italiano sarebbe stato individuato per il ruolo di esattore.
Tra gli arrestati anche Angelo Bucolo, fratello del sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, accusato di associazione mafiosa e detenzione di armi. Quattro persone, inoltre, sono indagate per un episodio di voto di scambio avvenuto durante le amministrative del 2007 a Mazzarrà Sant’Andrea.