Commissione d’inchiesta sui rifiuti in visita alla Raffineria di Milazzo

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E’ iniziato dalla provincia di Messina il viaggio dell’Audizione della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali. Ieri, in Prefettura, i componenti della commissione hanno sentito magistrati, sindaci, consiglieri comunali e ambientalisti, in particolare sulla situazione di Mazzarrà Sant’Andrea, l’inquinamento nella valle del Mela e a Milazzo.Il quadro emerso lascia presagire, per il futuro, novità che vanno oltre la semplice audizione, visto che nella gestione del ciclo dei rifiuti sono state riscontrate forti «criticità» legate soprattutto a infiltrazioni mafiose e al verificarsi di reati ambientali. Episodi che sono già al centro di inchieste delle procure di Messina e Barcellona. In particolare gli inquirenti lavorano da tempo al “business” delle discariche. La Commissione bicamerale in mattinata ha visitato la Raffineria (è invece saltato il sopralluogo alla Sacelit)  e dal primo pomeriggio s’è trasferita a Messina per una lunga serie di audizioni, sino alle 20,30. I primi ad essere sentiti il prefetto Stefano Trotta e il questore Giuseppe Cucchiara, che hanno riferito tutta una serie di dati importanti per far capire ai commissari le dinamiche territoriali in tema di ciclo dei rifiuti. Poi è stata la volta del procuratore capo di Messina Guido Lo Forte, che era accompagnato dall’aggiunto Vincenzo Barbaro e dal sostituto della Dda Fabrizio Monaco. Lo Forte, come ha spiegato egli stesso uscendo dall’audizione, ha segnalato tutte le criticità che riguardano la tutela ambientale sotto un duplice profilo, quello delle infiltrazioni mafiose e quello legato ai reati della pubblica amministrazione. Quindi hanno svolto le loro relazioni il procuratore facente funzioni di Barcellona Pozzo di Gotto, Francesco Massara, e il sostituto Giorgio Nicola. Poi è toccato ai sindaci Carmelo Pino di Milazzo, Giuseppe Sciotto di Pace del Mela e Mario Foti di Furnari. Anche i primi cittadini hanno segnalato alcune situazioni molto critiche, che meritano attenzione ma soprattutto una chiara inversione di tendenza.