Il bilancio “commissariato” di una Regione fallita

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Morosito

I conti tornano, dice lui. Il presidentissimo. Un altro prestito, un’ennesima cambiale sulla testa dei siciliani ed il gioco è fatto. 2 miliardi che il governo Renzi presterà a Crocetta, senza i quali sarebbe impossibile chiudere il bilancio. Roma regala l’ultima ciambella di salvataggio a Palermo, a Palazzo d’Orleans ringraziano e spalancano sempre di più la porta al commissariamento della Sicilia da parte della capitale, già avviato, nei fatti, con la nomina di Baccei. I conti quadrano, dice lui. La giunta approverà il bilancio Giovedì grazie al placet romano, ed al via libera del riconoscimento di oltre 1 miliardo e 100 milioni del Fondo di sviluppo e coesione per la spesa corrente. A questi, al netto di tagli e riduzioni al personale,  si aggiungeranno i 300 milioni circa di entrate Irpef al momento incassate da Roma che lo stato riconoscerà alla Sicilia. C’è poi il congelamento delle rate dei mutui, concesso da Cassa depositi e prestiti ed il nuovo mutuo di circa 150 milioni per i Comuni. Più che un bilancio lacrime e sangue una vera e propria, ennesima, caporetto siciliana di una Regione che nei fatti oltre che fallita è ridotta a mera costola di palazzo Chigi. I conti quadrano dice lui. Già… Peccato che allo scenario apocalittico di cui sopra, Crocetta dimentica un aspetto persino più importante. La sua Sicilia ha infatti collezionato debiti per 7 miliardi 525 milioni 547 mila euro con gli istituti di credito. La fonte è autorevole, il Sole 24 Ore, e proprio all’alba del bilancio quadrato di Crocetta schiaffa in faccia ai siciliani di fronte l’Italia intera, il crac di una Regione che negli ultimi due anni ha aggravato il suo debito di oltre 2 miliardi di euro. Al 31 dicembre 2013 il debito si aggirava sui 5 miliardi, nel 2014 era aumentato di poco meno di un milione, oggi, con l’ultimo finanziamento per la spesa sanitaria, siamo arrivati ai 7 miliardi e mezzo. Somme che non tengono conto delle nuove concessioni romane per chiudere il bilancio. I conti quadrano dice lui. La Sicilia di Crocetta, è già fallita, dicono i fatti.