Discariche, nuova proroga. La Regione continua a mettere i rifiuti sotto il tappeto

0
191

Di mese in mese, di proroga in proroga, senza riuscire, o volere, trovare una soluzione. Nel mondo del relativismo crocettiano, la gestione dei rifiuti è uno degli esempi lampanti dello sfascio di una regione in caduta libera i cui effetti del tracollo sono sempre più evidenti nella quotidianità della gente. E così, nel’incapacità di affrontare e, quantomeno, provare a trovare una soluzione al problema, l’emergenza rifiuti si presenta puntualmente alle porte trovando altrettanto puntualmente impreparata la Sicilia. E allora si va, per l’appunto, di mese in mese, di proroga in proroga. Così era stato a Novembre, così a Dicembre, poi ancora a Gennaio a Febbraio e di nuovo stavolta. Alla scadenza del 31 Marzo ecco la nuova proroga per l’accatastamento dei rifiuti nelle discariche di Sicula Trasporti, Grotte San Giorgio a Catania, e della Oikos di Motta Sant’Anastasia. I tappeti sotto i quali la Sicilia intera da mesi continua a nascondere la propria immondizia e potrà continuare a farlo fino al 7 Maggio, così come disposto dalla nuova ordinanza firmata da Crocetta. Come è stato sin da Novembre, dunque, quasi tutti i comuni della provincia messinese, quelli dell’ex Ato Messina 1, continueranno a scaricare a Grotte San Giorgio, al pari di Barcellona, Milazzo e Brolo, mentre gli altri, appartenenti all’Ato Messina 2, insieme a Messina, Capizzi, Cesarà e San Teodoro, continueranno ad andare a Motta Sant’Anastasia. “Allo stato attuale, non è possibile provvedere, con mezzi ordinari, alla cessazione dello stato di emergenza”. Si legge così nel provvedimento regionale di proroga, come già si leggeva in tutti gli altri da sei mesi a questa parte. Certo i rifiuti ci sono e bisogna pur trovare un posto dove metterli ed è vero che, nel drammatico scenario delle discariche siciliane, quelle individuate sono effettivamente le uniche rimaste a disposizione. Ciò che fa paura è che davvero  nessuno alla Regione sembra avere idea di come porre fine alla perenne emergenza. Perché quando scoppieranno anche San Giorgio e Motta, che già viaggiano su un rischiosissimo filo del rasoio, allora si che la situazione sarà davvero drammatica. Proprio di questi giorni, il durissimo responso dell’ispezione in Sicilia della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti che nella sua analisi ha impietosamente inchiodato la Regione per la mancanza di strategie sul tema. A Palermo, però, non sembrano preoccuparsene, nel regno del relativismo crocettiano, così impegnati come sono a salvare dalla scure del default gli amici del cerchio magico