Dimesso dall’ospedale, entra in coma e muore: i familiari denunciano

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Morosito

La magistratura di Patti accerti se si sia trattato di un caso di malasanità. E’ quanto chiedono i familiari di Matteo Giuseppe Russo, 69 anni, di Sant’Agata Militello, ricoverato l’11 marzo scorso all’ospedale santagatese e morto sabato scorso nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti.  I familiari hanno presentato due esposti: uno quando fu dimesso dall’ospedale santagatese e poi ricoverato all’ospedale di Patti, quando era in gravissime condizioni ed un altro a seguito della morte. Matteo Giuseppe Russo venne ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale santagatese lo scorso 11 marzo, presentando insufficienza respiratoria con enfisema polmonare, cardiopatia ipertensiva dispnea. Venne dimesso cinque giorno dopo con la diagnosi “paziente stabilizzato” e fissando il controllo dopo dieci giorni. Appena rientrato a casa però , Russo si accasciò sul divano, perdendo conoscenza. L’ambulanza del 118 era però in servizio a Capo d’Orlando e quindi furono gli stessi parenti a riportarlo all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove i medici constatarono che Russo era entrato in coma e sarebbe stato necessario trasferirlo nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti. All’ospedale pattese, i medici diagnosticarono che l’uomo era entrato in coma a causa di un embolo polmonare. La morte è sopraggiunta lo scorso fine settimana. I familiari, come si legge ancora dall’esposto, chiedono come mai il 16 marzo il loro parente sia stato dimesso come stabilizzato dall’ospedale santagatese, pur avendo dichiarato al medico, che ha redatto il foglio di dimissione, che avvertiva ancora forti dolori al petto e difficoltà a respirare. Sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità per questa morte e se dunque questo sia stato effettivamente un caso di malasanità.