S.Fratello, container sequestrati. Tre denunciati

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Morosito

Tentata frode nelle pubbliche forniture ed attività non autorizzate di gestione dei rifiuti. Sono accusati di questi reati un imprenditore 34enne di Capo d’Orlando e due autotrasportatori, un 51enne di Capri Leone ed un 40enne di San Marco d’Alunzio. La vicenda riguarda lo smontaggio e l’accantonamento dei container che fino allo scorso Dicembre erano installati al campo sportivo di San Fratello per ospitare le classi delle scuole evacuate in seguito alla frana del Febbraio 2010. A seguito di un’intensa attività di controllo del territorio, finalizzata alla repressione di reati di natura ambientale, condotta dai Carabinieri di San Fratello, della Compagnia di Santo Stefano di Camastra, in collaborazione con il  Nucleo Operativo Ecologico di Catania, è stato accertato che 19 di quei 23 container smontati al campo sportivo, destinati allo smaltimento, erano stati abusivamente ricollocati in diversi terreni privati nel comprensorio tirrenico nebroideo. In particolare 10 container  sono stati scoperti in terreni nella disponibilità dell’autotrasportatore di Caprileone, tra la contrada Masseria di Capo d’Orlando,  località Cammà a Mirto e la scorrimento veloce Rocca – Tortorici. containerOtto container erano invece posizionati in contrada Rosmarino, nel comune di Torrenova, in terreni di proprietà del 40enne di San Marco d’Alunzio e infine un container è stato rinvenuto ad Acquedolci. L’impresa orlandina, la An.Ca.Ma srl, ad Ottobre scorso, si era aggiudicata la gara, bandita dalla protezione civile regionale, per un importo complessivo di poco superiore a 71 mila euro, per i lavori di smontaggio, recupero ed accantonamento dei materiali riutilizzabili e trasporto del materiale di risulta.  Secondo gli atti dell’inchiesta coordinate dal Sost. Proc. di Patti  Alessandro Lia, quindi, la ditta, avvalendosi del contributo dei due autotrasportatori,  aveva attestato lo smaltimento come materiale a risulta delle strutture, cui erano state rimosse le targhette identificative conferite alla Protezione civile, per poi ricollocare gli stessi container su siti privati. In un caso è stata rilevata anche la vendita dei container a terzi soggetti, ignari dell’illegittima provenienza, che avevano pagato fino a 100 euro per la struttura che veniva usata come capanno per ricoverare attrezzi e macchinari agricoli. Le indagini hanno quindi permesso di recuperare 6 formulari di un sito catanese attestanti lo smaltimento di 33 kg di materiale ferroso. I 19 container sono stati sottoposti a sequestro, mentre i tre sono stati denunciati in stato di libertà. Presso la ditta di Capo D’Orlando, i carabinieri hanno sequestrato la documentazione relativa la gara d’appalto.